Il Tirreno, 14 ottobre 2019
Durante la mattinata di lunedì 7 ottobre, la Casa circondariale di Santa Caterina in Brana, a Pistoia, ha aperto le porte all'Associazione culturale "Teatro Electra" e all'attore Alessio Boni, attualmente sugli schermi televisivi con la fiction "La strada di casa".
Si è trattato di un evento che ha rappresentato il traguardo di un percorso avviato dalla compagnia teatrale all'interno del carcere ormai da più di un anno, con una serie di lezioni di cinema e teatro, e che potrà essere il punto di partenza per un cortometraggio da girare con la partecipazione di alcuni detenuti.
L'attore Alessio Boni, che aveva già presenziato alla cena di domenica 6 ottobre all'agriturismo "La Corte degli Olivi", alla presenza dei soci di "Electra Teatro", ha accettato di prendere parte all'incontro e si è reso protagonista di uno scambio dialogico con i detenuti presenti toccando temi di grande rilievo: fra cui i concetti di libertà e autodeterminazione della persona, di prospettiva per il futuro e di come affrontare la delicata questione del "fuori", quindi del reinserimento in società, dimostrando non solo un'elevata sensibilità artistica, ma anche un alto spessore umano.
Si è trattato di un'occasione di arricchimento, confronto e condivisione di idee, pensieri, timori e consapevolezze, emerse anche grazie all'intervento della giornalista di Vanity Fair Nina Verdelli, che ha rivolto alcune domande ai presenti e ha raccolto le loro testimonianze. L'incontro ha riscosso il favore dei detenuti e della Polizia penitenziaria e ha rappresentato un'occasione importante e affascinante per avvicinare e mettere in comunicazione il mondo artistico culturale con la realtà del carcere, spesso dimenticata, o addirittura invisibile e celata, agli occhi della società esterna.
Per Alessio Boni, nato il 4 luglio 1966 a Sarnico, in provincia di Bergamo, entra nel mondo dello spettacolo nel 1988, prima prestandosi a dei fotoromanzi e successivamente dedicandosi al teatro. Due anni dopo debutta al cinema con Il mago (1990), affiancando Anthony Quinn. Nel frattempo inizia a studiare recitazione e si diploma nel 1992 all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Quindi la tv, il teatro e ancora il grande schermo, dove il grande momento arriva con il ruolo di protagonista insieme a Luigi Lo Cascio ne La meglio gioventù (2003) di Marco Tullio Giordana, con cui si aggiudica il Nastro d'argento come Miglior attore protagonista.










