di Samantha Ferri
La Nazione, 9 agosto 2022
Presentato il libro “Carte custodite. Il carcere di Pistoia e il suo archivio storico”. L’opera di Rosa Cirone offre uno spaccato inedito sulla storia della struttura.
Un detenuto del primo dopoguerra scriveva alla moglie partoriente di non vedere l’ora di conoscere suo figlio o sua figlia e sapere quale nome avrebbe scelto la madre. Un padre veniva aggiornato sulle precarie condizioni di salute della figlioletta ricoverata all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Sono lettere scritte e ricevute dai detenuti del carcere di Santa Caterina in Brana cento anni fa. E dopo cento anni erano ancora lì. Chiuse, mai aperte, mai consegnate, mai lette, conservate tra gli scaffali degli uffici del carcere pistoiese che il tempo aveva ricoperto di polvere e destinato all’oblio. Fino a quando Rosa Cirone, impiegata del carcere e dottoressa in archivistica, non ha scoperto questo tesoro inedito fatto di documenti e dati preziosi per la ricostruzione storica della vita in carcere nel secolo scorso ma fatto anche di ricordi, speranze, emozioni. Così grazie a “Carte custodite. Il carcere di Pistoia e il suo Archivio storico (1901-1991)” di Rosa Cirone - presentato nei giorni scorsi in carcere alla presenza dell’autrice, della direttrice Loredana Stefanelli e delle autorità cittadine - veniamo a sapere di più sulla vita nell’istituto pistoiese: gli operatori, i detenuti, gli aspetti della vita comune dei ristretti, le visite, le ispezioni, le perquisizioni, i colloqui del direttore, ma anche piccoli dettagli, come la prima vasca da bagno installata e la prima volta che l’acqua calda ha cominciato a sgorgare.
Un lavoro di ricerca svolto con “specifica attenzione alle attestazioni archivistiche”, sottolineando che “lo stesso ritrovamento dei materiali ha richiesto impegno e fatica”, si legge nella prefazione firmata da Ricardo Turrini Vita. Il lavoro è stato curato da Rosa Cirone nell’ambito della tesi di laurea in Scienze archivistiche e biblioteconomiche conseguita a Firenze e ha richiesto un anno e mezzo di lavoro che ha valso il plauso della ministra Marta Cartabia per “l’encomiabile impegno profuso nel lavoro di ricerca nella documentazione storica certa che la sua lodevole iniziativa otterrà il meritato generale riconoscimento”.
“Un lavoro molto complesso a causa della dislocazione dei molti archivi e dall’assenza di una organizzazione archivistica che comprende un arco temporale di cento anni e che per la prima volta è stato svolto internamente a un carcere e non dall’archivio di Stato - ha sottolineato Cirone -. Le notizie, le informazioni, le curiosità non soltanto riguardano il carcere di Pistoia ma anche il suo territorio e come le vicende delle due grandi guerre hanno portato notevoli cambiamenti negli uomini e nella struttura di Santa Caterina”. Il volume pubblicato da Settegiorni Editore con il contributo della Fondazione Caript, Misericordia di Pistoia, Fondazione S. Maria Nuova di Firenze e Conservatorio di S. Giovanni in Pistoia, è acquistabile in libreria.










