di Antonella Barone
gnewsonline.it, 8 agosto 2020
Tra i materiali recuperati nei magazzini della casa circondariale di Pistoia e ora conservati nell'archivio storico appena completato, ci sono documenti che raccontano il carcere del passato ma descrivono anche, con rara autenticità, i cambiamenti del costume e del pensiero nel corso dell'intero secolo XIX. Tra questi, la lettera di conferimento del premio natalità di 1.000 lire a un agente per il suo quinto figlio durante il ventennio fascista o i disegni del trasferimento dei detenuti - durante i bombardamenti del 1943 - dal carcere alle Ville Sbertoli, unici luoghi dotati di sbarre poiché adibiti a manicomio.
I 173 registri, selezionati durante un'attività di scarto d'archivio, costituiscono un piccolo patrimonio storico e culturale che, al momento, non potrà essere versato nell'Archivio di Stato cittadino per la mancanza di spazi e resterà a tempo indeterminato nell'istituto penitenziario.
Una "ospitalità" gradita alla Direzione e soprattutto ai dipendenti che hanno effettuato, insieme gli esperti del Ministero dei Beni culturali, la descrizione delle serie archivistiche di rilevanza storica dal 1901 al 1990. "Un'iniziativa faticosa e appassionante, - racconta Rosa Cirone, presidente della Commissione Sorveglianza e scarto degli archivi, su delega della direttrice Loredana Stefanelli - a cui abbiamo cominciato a pensare durante l'attività di selezione per lo scarto di materiali, giacenti negli scaffali da tempo immemorabile. Al termine, abbiamo chiesto alla Direzione Generale Archivi del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac), di poter provvedere noi personale della casa circondariale a inventariare i documenti di rilevanza storica e culturale".
È stato così che Rosa Cirone, funzionaria in servizio nel carcere di Pistoia e appassionata di storia, insieme ad alcuni collaboratori ha inventariato secondo rigorosi criteri metodologici il materiale. "I tempi del trasferimento si annunciano lunghi - commenta Rosa Cirone.
Nel frattempo avremo la massima cura del materiale che potrà essere consultato in sede da studenti ricercatori. Inoltre, abbiamo allo studio proposte culturali aperte al territorio per far conoscere e valorizzare questo patrimonio. Iniziative che continueranno di concerto con l'Archivio di Stato, anche dopo il trasferimento nei nuovi locali del materiale".










