di Gabriele Acerboni
La Nazione, 5 dicembre 2025
L’iniziativa della casa circondariale e del Cam: “Serve più consapevolezza. Spingiamo i detenuti a riflettere”. A distanza di qualche giorno dalla ricorrenza del 25 novembre, anche nel carcere di Santa Caterina in Brana, si è tenuto un momento particolare per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. All’interno della casa circondariale di Pistoia alcuni detenuti hanno partecipato alla presentazione del libro di Cataldo Lo Iacono “Ti bacio quando torno”, ed hanno preso parte ad un momento di incontro per parlare del loro percorso all’interno del Centro ascolto uomini maltrattanti.
“Un momento per rappresentare alla comunità esterna quello che facciamo qui nel nostro piccolo in relazione a questa tematica specifica - ha spiegato Loredana Stefanelli, direttrice del carcere di Pistoia -. Al nostro interno già da tanti anni collaboriamo con il Cam (Centro ascolto uomini maltrattanti, ndc) che ha sede a Firenze e che opera sia nel carcere di Pistoia che in quello di Prato e di Sollicciano. Una volta a settimana avvengono degli incontri attraverso dei gruppi dove partecipano in maniera volontaria le persone, sia in attesa di giudizio che definitiva, e che hanno nello specifico reati di violenza non solo contro le donne ma violenza di genere o contro minori. Grazie all’intervento dei vari operatori che hanno una specifica specializzazione in tal senso - ha precisato la direttrice -, aiutano i detenuti a riflettere sul reato commesso in una prospettiva di riammissione alla vita libera con maggior consapevolezza rispetto al reato stesso”.
In correlazione al tema specifico della giornata, la scelta di portare anche a Pistoia “Ti bacio quando torno”, libro presentato già in altri istituti penitenziari. “Quest’opera nasce dalla necessità di dare dignità a una ragazza che era stata dimenticata per circa 70 anni dalla sua comunità - ha raccontato Cataldo Loiacono, autore del libro -. Una vita travagliata, quella della protagonista, nella quale ha dimostrato un coraggio straordinario difendendo la sua libertà e la sua voglia di studiare. Ha combattuto la prima battaglia per l’emancipazione femminile nel difficile entroterra siciliano caratterizzato da patriarcato e maschilismo, e un ambiente rurale. Una ragazza che voleva diventare dottoressa - ha evidenziato l’autore - in un momento storico in cui in tutta Italia le donne laureate in medicina erano meno di duecento. E lei dal piccolissimo paese di Marianopoli aveva questo grande sogno, studiare, emanciparsi e diventare dottoressa”.
Alla mattinata ha partecipato anche Mario De Maglie, psicologo, psicoterapeuta e vicepresidente del Centro di ascolto uomini maltrattanti. “Il Cam di Firenze, oltre che nel capoluogo di regione, è attivo anche a Prato, Pistoia e Montecatini. Il centro è stato il primo, a partire dal 2009, a occuparsi della presa in carico degli uomini autori di violenza - ha detto il De Maglie -. Il nostro obiettivo quindi è aiutare gli uomini a interrompere la violenza contro donne e minori”.










