di Linda Meoni
La Nazione, 17 dicembre 2020
Lanciato crowdfunding per concludere il cortometraggio girato al Santa Caterina: manca la fase del montaggio e della post produzione. Il dolore di una madre non ha bandiere né lingue: nella sua drammaticità è talmente universale da unire. È quel che è accaduto nel corso delle riprese di "Liberi di immaginare", il corto cinematografico ispirato all'intenso Stabat Mater di Grazia Frisina, avvenute in un set davvero particolare, il carcere di Santa Caterina in Brana, con degli attori altrettanto insoliti, un gruppo di detenuti.
Il film che vede alla regia Giuseppe Tesi da un progetto dell'associazione pistoiese Electra Teatro è nato come "opera collettiva" sostenuta grazie al crowdfunding che ad oggi ha permesso di giungere al termine delle riprese. Uno step importante ma certo non definitivo: ora si apre una fase complessa, quella del montaggio e della post produzione, che richiede altrettante risorse economiche. Ecco perché la raccolta fondi (Iban: IT34T 07601 13800 00000953944; info:
"Siamo davvero grati ai supporter che finora ci hanno permesso di fare quanto abbiamo fatto - è il commento della presidente dell'associazione Elena Bernardini -: dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia alla Fondazione Giorgio Tesi, la Fondazione Un raggio di luce, la Misericordia di Pistoia e l'Ordine degli avvocati e i tanti privati che con qualsiasi somma hanno voluto rispondere "presente".
Ci appelliamo ancora una volta al pubblico perché questa opera, davvero di tutti, possa arrivare a compimento". Più di un anno è trascorso dall'idea al prodotto (quasi) finito, in una situazione che già partiva difficile per via della particolarità del set, poi complicata dalla diffusione del virus che come un po' ovunque è accaduto, ha rallentato la macchina e posto qualche ostacolo in più. "C'è stata una collaborazione inimmaginabile da parte dei detenuti - prosegue Bernardini - e questo non era affatto scontato, anche per la difficoltà del testo proposto e per la grande varietà di etnie e di culture presenti nel gruppo.
La parte loro assegnata era quella del coro che vuole rappresentare il sentimento popolare: il fatto di aver dato ai detenuti questa parte ci ha dato la possibilità di far loro esprimere pensieri propri, individuali, che raccontano l'esperienza della detenzione. Importantissimo è stato il lavoro sul testo di Giuseppe Tesi e Martina Novelli, che lo hanno reso più comprensibile e fruibile, evidenziandone l'aspetto umano".
Una decina i detenuti coinvolti e il contributo artistico di due attori professionisti come Melania Giglio e Giuseppe Sartori, con riprese avvenute per la quasi totalità in carcere - "di questo non possiamo che ringraziare sinceramente la direttrice Loredana Stefanelli, la funzionaria amministrativa Rosa Cirone e la polizie penitenziaria tutta per il grande lavoro di coordinamento" - con scene invece alla fontana do Buren a Villa La Magia, nella saletta anatomica e del Ceppo e persino dentro la Brana, oltre che un piccolo set sulla spiaggia della Lecciona. "L'idea, quando il percorso sarà terminato - conclude la presidente - è portare il corto in giro per l'Italia".











