di Giacomo Carobbi
Il Tirreno, 26 maggio 2021
Tutto esaurito al "Piccolo Bolognini" per la prima nazionale di "Stabat Mater" messa in scena in chiave moderna dell'opera della poetessa Grazia Frisina. Proiettato per la prima volta, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, il cortometraggio "Stabat Mater", frutto del progetto voluto e realizzato dall'associazione teatrale Electra del regista pistoiese Giuseppe Tesi, che ha visto recitare attori teatrali professionisti insieme ad alcuni detenuti della casa circondariale di Santa Caterina in Brana, dove sono state girate gran parte delle scene.
Una prima nazionale importante per un'opera altrettanto speciale che in poche ore ha visto esaurirsi i biglietti a disposizione per il pubblico e che proprio nei giorni scorsi, dopo la diffusione via web del trailer, si è guadagnata il patrocinio del Senato della Repubblica. Un riconoscimento che va ad affiancare quelli di Regione e Comune, per la soddisfazione del regista.
"I patrocini conferiscono dignità - ha dichiarato Tesi, 55 anni, fiorentino di nascita ma con base professionale stabilmente in città da molti anni - e la dignità è elemento immediato di distinzione oltre ad essere la prima componente che deve essere ricercata nell'espressione artistica. Ma l'altro aspetto con cui con molta umiltà il gruppo di lavoro si è mosso è quello di aver cercato un contatto con le emozioni ed una risposta nei sentieri della speranza. E questa, a differenza della dignità, ha il respiro più ampio ed ha il linguaggio eterno del cinema e del teatro".
Il progetto "Stabat Mater" parte da lontano. I lavori erano iniziati prima dello scoppio della pandemia e sono stati portati avanti anche grazie a una campagna di crowdfunding che ha coinvolto enti, sponsor e privati cittadini. L'opera consiste nella messa in scena in chiave moderna dello Stabat Mater, così come l'ha interpretato la poetessa siciliana Grazia Frisina nella sua opera "Madri", con una sceneggiatura rielaborata dallo stesso regista e da Martina Novelli. A fianco dei detenuti hanno lavorato l'attrice di scuola ronconiana Melania Giglio e Giuseppe Sartori, prodotto della fucina del Piccolo di Milano, che ha coadiuvato Tesi anche nel ruolo di aiuto regista. "Con il variare di scene, volti, voci, rumori, musiche, di ritmi incalzanti - spiega il regista - si assiste al pianto di Maria che s'intreccia e diventa contrappunto dolente al fluire di storie, di vite spezzate, di rimpianti taciuti, di sogni soffocati, che nel profondo ci toccano e ci attraversano assieme al senso misterioso della vita tutta".











