di Giulia Gonfiantini
Corriere Fiorentino, 24 marzo 2021
Attori professionisti e detenuti insieme sulla scena per dare voce al dolore universale calandosi in quello di Maria, la madre per eccellenza. Accade in Stabat Mater, cortometraggio realizzato nella casa circondariale di Santa Caterina di Pistoia e diretto da Giuseppe Tesi. Promosso dall'associazione Electra e approvato dal ministero della Giustizia, il progetto "è stato reso possibile dalla disponibilità della dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria", dice il regista.
Il testo è un dramma poetico di Grazia Frisina ispirato a Jacopone da Todi e al teatro medievale, ma anche alla tragedia greca. È interpretato da Giuseppe Sartori, attore proveniente dalla fucina del Piccolo di Milano, dalla ronconiana Melania Giglio (nei panni di una Maria neorealista) e da 12 detenuti di diversa nazionalità, lingua e cultura. "All'inizio c'era diffidenza - racconta Tesi - ma tempo e tenacia hanno contribuito a far comprendere che l'opera va al di là della componente cristiana: qui Maria ha rinunciato alla propria santità davanti al dolore e alla morte del figlio. È stato un percorso lungo. Alla fine ci siamo lasciati con le lacrime agli occhi".
Le riprese, terminate a fine anno dopo rallentamenti dovuti alla pandemia, si sono svolte nel carcere e nel Pistoiese, come nel settecentesco teatro anatomico del Ceppo e alla fontana di Daniel Buren a Villa La Magia, con un set anche alla spiaggia della Lecciona, in Versilia. Il film unisce livelli e voci diverse. I partecipanti "sono stati chiamati a dare il meglio di sé - nota il regista - cimentandosi con un'opera letteraria difficile. È emersa una componente inaspettata anche per loro. Che risultano veri, reali: il testo è stato scelto perché consentiva le loro testimonianze. Nel corto sono parte del coro, figli di una madre che rinuncia a essere la Madonna". Appassionata di personaggi femminili storici, mitici e del mondo biblico, Grazia Frisina trae da quest'ultimo le protagoniste della raccolta Madri (Oèdipus 2018), di cui fa parte Stabat Mater.
"Nella Bibbia queste sono donne del silenzio - afferma - ma qui Maria è calata nel terreno: il suo dolore è umano, di fronte alla morte ingiustificabile del figlio. Anche la voce delle persone coinvolte nel progetto è poco udibile, la loro sofferenza è sotterranea. Tesi fonde la figura simbolica in una realtà sofferente, creando una commistione di poesia, dramma e testimonianze vive, attuando una sintesi di elementi opposti". Il corto, dove secondo il regista "i protagonisti danno vita a figure di grande potenza per coralità e fisicità", si avvale di musiche originali di Marco Baraldi e di Riccardo De Felice alla direzione della fotografia. È in post produzione e c'è una raccolta fondi per sostenerlo (Iban: IT 34 T 07601 1380000000 9533944,











