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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 20 marzo 2015

 

"Alcuni politici pur di vincere le elezioni vorrebbero non solo imprigionare i nostri corpi, ma anche i nostri cuori e il cielo se fosse sulla terra". (Diario di un ergastolano: carmelomusumeci.com).

 

Nei più importanti quotidiani nazionali leggo in questi giorni: "Giustizia: pene più severe per ladri e rapinatori, emendamento in riforma processo penale". "Giustizia: allarme-sicurezza, il Governo raddoppia le pene per i furti negli appartamenti". "Da due a sei anni per chi svaligia gli appartamenti, da quattro a dieci per gli assalti armati. Tra gli obiettivi c'è il blocco dei benefici a chi viene condannato". E mi viene da ridere, per non piangere, pensando a come sono "ingenui" alcuni politici se pensano che aumentando le pene diminuiscano i reati. Poveri illusi.

Vorrebbero chiudere i criminali buttando via le chiavi, ma possibile che non si rendano conto che prima o poi molti di loro usciranno? E poi alcuni quando saranno fuori si vendicheranno di essere diventati in carcere più cattivi di quando sono entrati, perché le persone per la maggior parte non sono malvagie almeno quando entrano in carcere, lo diventano dopo perché la galera non fa altro che affermare il criminale in carriera. Possibile che questi politici non sappiano che le nostre Patrie Galere sono spesso fabbriche di odio sociale e che è difficile migliorare le persone con la sofferenza e l'odio? Probabilmente lo sanno ma a loro interessa solo cavalcare le paure della gente per vincere le elezioni. Sono fortemente convinto che le pene lunghe, solo detentive, creano "tossicodipendenza carceraria". Ed in tutti i casi la pena di per sé non può migliorare chi la subisce, ma lo può fare l'ambiente in cui la pena si sconta.

Pochi lo sanno, ma la pena detentiva da scontare in carcere è un'invenzione moderna di circa 300 anni. La schiavitù, la pena di morte, la vendetta, la tortura fanno parte della cultura di ogni società, sia antica che moderna, invece l'usanza di punire tenendo chiusa una persona in una cella per anni e anni, e a volte per tutta la vita, è un fatto relativamente nuovo. Per usare le parole di Beccaria, non più "il terribile ma passeggero spettacolo della morte di uno scellerato, ma il lungo e stentato esempio di un uomo privo di libertà". A mio parere il carcere in Italia spesso non serve a niente, è solo una vendetta, e le sofferenze delle prigioni non migliorano le persone. Sono convinto che il carcere migliore è quello che non verrà mai costruito. Lo so, molti penseranno che scrivo queste cose perché sono un detenuto e sono pure un ergastolano, ma non sono sicuro di essere peggiore di quei politici che usano le paure della gente ed il carcere per cercare consensi elettorali. Ed in tutti i casi non serve a nulla aumentare le pene perché chi va a rubare (o commette qualsiasi reato) non ci va con il codice in mano. E non pensa quasi mai a quanti anni di carcere lo possono condannare, pensa solo a non farsi prendere, un po' come fanno alcuni politici quando si lasciano corrompere e intascano una tangente. Credo che per fare diminuire i reati dovrebbero abbassare le pene ed il carcere dovrebbe essere l'estremo rimedio. Buon carcere a tutti.