di Claudio Paterniti Martello
Il Riformista, 12 marzo 2021
Nelle prigioni italiane ci si ammazza dieci volte di più che all'esterno. La popolazione detenuta è composta per il 32,5% da stranieri. Uno su 3 è rinchiuso per reati legati alle droghe. Nelle carceri italiane ci sono oggi 759 prigionieri in regime di 41bis, cioè di carcere duro.
Pensate che nel momento di massimo allarme antiterrorismo, mentre erano in corso le guerre di Iraq e di Afghanistan, e Bush aveva scelto la linea dura, repressiva - condannata da moltissimi governi e da tutte le organizzazioni di difesa dei diritti umani - nella famigerata Guantánamo, carcere duro per eccellenza, erano stati rinchiusi, secondo le stime più sfavorevoli, circa 500 detenuti sospettati di terrorismo internazionale.
Il 41bis è un regime carcerario, italiano, sicuramente in contrasto con la Costituzione e con le norme internazionali, previsto allo scopo di impedire ai capi della mafia (o ai sospetti) di comunicare con l'esterno. Per ottenere questo risultato, molto spesso, si impedisce ai detenuti al 41bis di vestirsi come vogliono, e di cucinare i propri cibi, di leggere quel che gli interessa, di avere alcun contatto fisico coi propri familiari, di parlare con altri detenuti o con altre persone umane, escluse le guardie carcerarie. Domanda: possibile che i capimafia siano addirittura 759? Se lo è chiesto persino un esponente politico del Pd molto moderato come Franco Mirabelli.
Chissà se gli daranno qualche risposta. Del resto è stata proprio la ministra Cartabia che l'altra sera, parlando a un convegno internazionale, ha invocato il rispetto delle norme scritte nelle cosiddette "Mandela Rules", che proibiscono il 41bis per una durata superiore ai 15 giorni (oggi il 41bis dura un numero imprecisato di anni: anche più di 20). Questi dati sul 41bis vengono dal rapporto annuale dell'associazione Antigone sulla situazione nelle carceri.
Dal rapporto risulta anche che ci sono in prigione 851 persone sopra i 70 anni (la legge prevede che possano essere mandate a casa) 500 in più rispetto al 2005. Nel 2005 forse la criminalità era meno pericolosa? No, oggi è molto meno pericolosa. Gli omicidi sono scesi sotto la soglia dei 300 all'anno, (erano più di 2000 alla fine del secolo scorso), tutti in costante diminuzione tranne i femminicidi. Anche gli ergastolani sono in aumento, 1784 (500 più del 2005). Ci sono 9000 persone nelle celle di massima sicurezza. I suicidi sono in aumento (61: circa 10 volte sopra la media nazionale).











