sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Iratxe García Pérez, Simona Bonafé, Brando Benifei


Corriere della Sera, 3 maggio 2021

 

Le proposte dei Socialisti & Democratici europei che il 3 maggio si incon trano a Roma, in vista della Conferenza sul Futuro dell'Europa, del prossimo 9 maggio voluta dalla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e dal Parlamento Europeo.

Il 9 maggio partirà ufficialmente la Conferenza sul Futuro dell'Europa, un'iniziativa proposta dalla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e fortemente supportata dal Parlamento Europeo, che da subito ne ha visto l'occasione per un essenziale e ambizioso cambio di passo nell'agenda europea. Lo stesso giorno, settant'anni fa - più uno -, veniva firmata la Dichiarazione Schuman che impegnava i Paesi fondatori a mettere in comune i propri sforzi, istituendo la Comunità del Carbone e dell'Acciaio. Una realizzazione concreta per creare quella solidarietà di fatto tra i popoli europei, necessaria a garantirne la prosperità. Secondo la Dichiarazione, servivano sforzi creativi da parte dei Paesi per preservare la pace e proteggere i popoli europei dai pericoli che li minacciavano.

Abbiamo perso un anno. La Conferenza sarebbe dovuta infatti partire già nel maggio 2020, celebrando un settantesimo anniversario che avrebbe permesso di iniziare una riflessione sul futuro del nostro progetto politico comune in maniera probabilmente più serena, sicuramente meno urgente. Non è stato così, perché la pandemia ha lasciato il mondo sospeso, attonito dinnanzi allo stravolgimento causato da un virus che ha causato, solo in Europa, quasi settecentomila vittime. Ma se da un lato l'Unione europea si è dimostrata in grado di reagire, con una risposta forte delle sue istituzioni, con il lancio di misure straordinarie a sostegno dell'economia ed espressioni davvero concrete di solidarietà tra gli Stati - sul fronte delle donazioni reciproche di apparecchiature mediche, di cure transfrontaliere e di condivisioni di medici e di expertise - dall'altro ha mostrato tutte le contraddizioni di un progetto ancora incompleto, inadatto a intervenire pienamente in difesa degli interessi dei suoi cittadini.

La mancanza di piene competenze sul fronte sanitario è stata alla base della difficoltà di intervenire rapidamente sul fronte dei vaccini, quando invece la straordinaria capacità dell'UE di finanziare la ricerca medica ha permesso lo sviluppo in tempi record del siero che oggi viene distribuito in tutto il mondo. Il Piano di ripresa da quasi due trilioni di euro, Next Generation EU, il "Piano Marshall" della nostra generazione, ha prodotto uno storico balzo in avanti nel processo di integrazione europea, con l'emissione di titoli comuni di debito europei e di nuove risorse proprie per il suo finanziamento, ma non possiamo dimenticare come sia stato tenuto in ostaggio dai ricatti dei governi euroscettici, forti della regola dell'unanimità in Consiglio necessaria per la sua approvazione, e che è causa continua della debolezza europea su svariati fronti, dalla politica fiscale alle politiche sociali, fino alla politica estera. Si pensi infine alla sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, che se da un lato ha permesso agli Stati di disporre nel breve periodo di risorse straordinarie per affrontare l'emergenza sanitaria e sociale e dare sostegno alle imprese colpite dalle chiusure, allo stesso tempo obbliga oggi a una rapida e significativa revisione del sistema della governance economica europea per ribilanciare i gravissimi squilibri esistenti tra e nei Paesi, siano essi economici e sociali, geografici, di genere, intergenerazionali.

La Conferenza sul Futuro dell'Europa non può limitarsi ad essere una conferenza. -Deve essere un dialogo tra i cittadini e le istituzioni, un processo veramente inclusivo che permetta a tutte le categorie di persone di esprimere il loro parere sull'orientamento futuro dell'Europa.

Noi riteniamo che il quesito di fondo a cui rispondere sia il seguente: "Ritenete che per affrontare le grandi sfide dell'innovazione tecnologica, del cambiamento climatico, dello sviluppo delle nuove tecnologie e degli scenari geopolitici globali sia necessario fare uno sforzo per avvicinare i Paesi europei, proseguendo sul cammino di quell'Unione sempre più stretta come definita dai Trattati - magari riformandoli -, oppure ritenete che serva preservare lo status quo?"

Noi Socialisti e Democratici non abbiamo alcun dubbio: bisogna rilanciare il progetto europeo, reindirizzandone le politiche verso un nuovo modello sociale, per creare nuovi e più ampi diritti civili e sociali per tutti; per dare alle prossime generazioni un futuro migliore, redistribuendo in maniera più equa i benefici e i profitti dell'economia globale; "per affrontare la questione dell'uguaglianza di genere in tutti i suoi aspetti, dalla parità salariale alla lotta alla violenza contro le donne e per un'agenda europea che garantisca loro pieno ed effettivo accesso, senza condizioni, ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva"; per innalzare la qualità della democrazia europea e riguadagnare sovranità.

Proporremo il nostro progetto confrontandoci con i panel dei cittadini all'interno della Conferenza e negli Stati membri, partecipando alla Plenaria, discutendo sulla piattaforma online della Conferenza e su quella creata appositamente dal nostro Gruppo, per raccogliere idee proposte e, ovviamente, per promuovere le nostre.

Il 9 maggio si apre un processo importante per definire i prossimi passi del progetto europeo, un processo aperto e partecipativo. Le forze progressiste lo affronteranno con grande determinazione, nella piena consapevolezza della centralità delle istituzioni e della politica nei processi di cambiamento di una grande democrazia rappresentativa, l'Unione europea. A Roma, il 3 maggio, si incontrano i rappresentanti del progressismo europeo, un fronte ampio e allargato per porre le basi di un lavoro comune per una nuova visione d'Europa condivisa, da immaginare, da proporre, da dibattere, per cui battersi.

*Iratxe García Perez è presidente del gruppo Socialisti & Democratici al Parlamento europeo, Simona Bonafé è la vice presidente, Brando Benifei è il capo delegazione italiana S&D