di Marcello Giordani
La Stampa, 18 agosto 2022
I boss chiedono condizioni di detenzione meno dure, con più musica per radio e un numero maggiore di volumi per studiare, ma i magistrati non concedono miglioramenti. Al centro delle rimostranze dei detenuti del 41 bis al supercarcere di via Sforzesca questa volta sono alcuni comfort che mancano. Una richiesta riguarda la possibilità di potere ascoltare un numero maggiori di canali radiofonici.
Ad avanzarla è Umberto Accurso, giovane ras del clan Vanella Grassi che operava a Scampia e Secondigliano, arrestato nel 2016, che ha chiesto di potere ascoltare anche i canali Rtl 102.5,m2o, Radio Italia e Gr Parlamento. Canali che, ha puntualizzato Accurso nel ricorso alla Cassazione, vengono ad esempio ascoltati liberamente nel carcere di Nuoro. I giudici hanno però ritenuto che l’amministrazione penitenziaria novarese abbia agito correttamente perché il mancato accoglimento della richiesta non incide sul diritto all’informazione garantito dall’accesso alla stampa periodica e dall’offerta televisiva autorizzata.
La seconda richiesta proviene da Alessio Attanasio, scarcerato all’inizio di luglio per aver espiato una pena di oltre 20 anni, e tornato in carcere dopo dieci giorni perché ritenuto dai magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catania a capo della cosca siracusana Attanasio-Bottaro. E’ noto anche perché durante la detenzione ha conseguito due lauree, una in Scienze della Comunicazione e l’altra in Giurisprudenza; ed è altrettanto famoso in tutti gli ambienti giudiziari per avere presentato, a partire dal 2017, 670 ricorsi in Cassazione.
L’ultimo riguarda la possibilità di avere a disposizione nella cella più di quindici volumi, il numero massimo consentito dal regolamento carcerario. La direzione del carcere di Novara aveva vietato al detenuto di tenere altri cinque libri, che venivano collocati nell’armadio esterno alla camera e venivano sostituiti di volta in volta secondo le esigenze di studio. In magazzino aveva 150 volumi di proprietà da cui poteva scegliere solo una volta la settimana, il venerdì. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché Attanasio ha avuto comunque la possibilità di scegliere i volumi su cui studiare e gli è anche stato permesso di utilizzare cd rom didattici. Dovrà pagare anche tre mila euro alla Cassa delle ammende.











