di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 11 luglio 2025
Lo stato di avanzamento finanziario dei progetti nelle misure di interesse per il Terzo settore non arriva al 25%. La quota di pagamenti già erogati per progetti destinati al supporto delle persone fragili è appena al 7,8%. In totale i progetti sono 284 mila. Gli enti del Terzo settore sono coinvolti in più di 4 mila progetti per un totale di 3,1 miliardi di euro e l’1,8% delle risorse previste dal Pnrr. Una delle misure più simboliche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) prevedeva di ampliare di 264mila i posti negli asili nido, ma è stata ridotta a 150mila.
Lo stato di avanzamento finanziario dei progetti nelle misure di interesse per il Terzo settore non arriva al 25%. La quota di pagamenti già erogati per progetti destinati al supporto delle persone fragili è appena al 7,8%. Sono solo tre fra i dati più scoraggianti relativi all’attuazione delle misure di interesse per il terzo settore nel Pnrr contenuti nel report “Il Pnrr a un anno dalla conclusione. Il punto del Terzo settore” realizzato dal Forum del Terzo Settore e dalla Fondazione Openpolis e presentato giovedì 10 luglio nella Sala Capranichetta di piazza Monte Citorio a Roma. È uno sguardo sui dati relativi al terzo settore nel contesto complessivo dell’attuazione del Pnrr che fra poco più di un anno, nell’agosto 2026, arriverà a scadenza.
Il Forum Terzo settore - In totale i progetti attivi sono 284mila e il denaro incassato da risorse europee dall’Italia per concretizzarlo ammonta a 122 miliardi di euro su un totale di 194,4 miliardi. Dati accessibili a tutti e che appaiono tutto sommato positivi. Ma guardandoci dentro si scopre che i fondi per ora erogati e i progetti avviati sulle tematiche che riguardano il terzo settore, come il sociale, l’ambiente e le vulnerabilità, ammontano solo a 7 miliardi di euro su un totale previsto di 28 miliardi. I numeri mostrano con una certa precisione che in realtà siamo ancora indietro su alcuni obiettivi. “È un monitoraggio civico sul Pnrr - ha spiegato all’evento di presentazione la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi - e le nostre aspettative erano e sono alte. Come Forum del Terzo Settore facciamo una prima considerazione: la forbice divide la forma dalla sostanza. Il Pnrr non è una contabilità, ma deve rappresentare una trasformazione. Al divario Nord - Sud sono state destinate tutte le risorse previste, ma i dati sulla spesa effettiva mostrano un’Italia a due velocità, con il risultato migliore del Veneto, che ha visto erogati il 35% dei fondi assegnati, e quello peggiore della Calabria che si ferma al 13%. Con questo rapporto vogliamo dare un contributo utile affinché il Pnrr torni ad essere un’opportunità sia percepita sia sostanziale”.
Stato d’attuazione - Il rapporto è andato ad analizzare in particolare lo stato di attuazione degli interventi nel 2024, lo stato dell’arte a maggio 2025 e tre aree tematiche: il sostegno alle persone vulnerabili, gli interventi per le persone senza fissa dimora e quelli per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. “Dai dati emergono delle criticità - ha spiegato Chiara Meoli dell’Ufficio studi e documentazione del Forum Nazionale del Terzo -. Prima di tutto la difficoltà di integrazione degli enti del terzo settore nei meccanismi attuativi e quindi come la collaborazione fra istituzioni e terzo settore faccia ancora fatica ad affermarsi e sia troppo debole. In secondo luogo, come la spesa sia minore da quella programmata per il 2024”. Dato per il 2024 confermato anche dalla Corte dei Conti che nella sua relazione semestrale ha registrato come la spesa sia stata di circa 19 miliardi di euro, meno della metà di quanto programmato.
Le risorse - Gli enti del Terzo settore sono coinvolti in più di 4mila progetti per un totale di 3,1 miliardi di euro e l’1,8% delle risorse previste dal Pnrr. “Che - ha aggiunto Chiara Meoli - deve avere una vena trasformativa ed essere percepito come una opportunità sostanziale”. Dal rapporto emerge come sui 58 investimenti economici che prevedono un totale di 28 miliardi da destinare alla realizzazione di progetti di interesse per il terzo settore siano stati erogati solamente 7 miliardi. Quelli che riguardano il servizio civile universale e le strutture sanitarie di prossimità territoriale sono a quasi completa erogazione, ma molto meno sull’ambiente (all’11,8%), sul sostegno alle persone vulnerabili (7,5%) e sulla parità di genere (4,7%). I nuovi posti previsti negli asili nido sono calati di 114.000 rispetto a quanto previsto.
Fondazione Openpolis - “Le difficoltà sono condivise a livello europeo perché tutti i Paesi hanno presentato le proposte di modifiche al piano evidenziando i problemi di attuazione - ha spiegato Luca Del Poggetto della Fondazione Openpolis -. Alla luce di quello che emerge nel rapporto - ha aggiunto - sicuramente c’è necessità di rafforzare la governance multilivello, con maggiore coinvolgimento sia degli enti locali sia della società civile e il bisogno di un maggiore supporto per le amministrazioni più piccole e in difficoltà. Rimane la necessità di trasparenza e pulizia dei dati e sicuramente il terzo settore avrebbe potuto dare un contributo maggiore sia in fase di governance sia di realizzazione dei vari progetti. Questo apporto avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto”. Una richiesta, e un desiderio, che arriva anche dal Forum del Terzo settore. “Non chiediamo che si spendano in fretta le risorse - ha concluso Vanessa Pallucchi -, ma che si spendano bene, centrando gli obiettivi e rispettando i tempi. Ancora una volta, e proprio per garantire una ricaduta positiva e sostenibile delle risorse del Pnrr, auspichiamo che il Terzo settore, il cui potenziale risulta sottoutilizzato, sia maggiormente coinvolto”.











