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di Paolo Delgado

 

Il Dubbio, 15 aprile 2021

 

L'ultima boutade riguarda la fine del Conte bis. Ma teorie creative accompagnano la storia d'Italia da decenni: da Piazza Fontana a via D'Amelio, passando per il caso Moro. La caduta del governo Conte? Interessi internazionali. L'impennata dello spread che travolse Berlusconi dopo 25 anni di centralità assoluta nella politica italiana? Una manovra orchestrata dall'Europa.

Tangentopoli? Una resa dei conti guidata dagli americani che non avevano mai chiuso il conto in sospeso con Craxi e Andreotti per la loro politica filoaraba. La strage di via D'Amelio e l'uccisione di Paolo Borsellino? Un crimine sanguinoso deciso da una parte dello Stato per coprire la trattativa intavolata con qualche corleonese di spicco. Il sequestro Moro? Frutto di un piano diabolico per fermare l'amoroso abbraccio tra Moro e Berlinguer, cambiando così per intero la storia d'Italia da quel momento in poi. La strage di piazza Fontana? L'avvio fragoroso di un progetto che forse mirava al golpe, forse solo al condizionare la politica italiana: comunque tassello centralissimo di un progetto lucido e feroce.

Ma anche senza procedere caso per caso, basta sussurrare 'P2', per chiarire che niente, nella storia d'Italia nell'ultimo scorcio del secolo scorso, è successo per caso, per coincidenza, per l'intreccio di scelte diverse, nulla è stato quel che sembrava e agli occhi degli ingenuotti ancora sembra. C'era dietro qualcosa, anzi qualcuno ma si commetta l'errore di pensare che quei pupari incappucciati fossero, almeno loro, la causa prima, la fonte delle trame. È evidente che dietro quelli che stavano dietro doveva esserci qualcuno di ancora più misterioso.

Non si esaurisce qui, con questa succinta e incompleta rassegna delle trame subodorate dalla sinistra in Italia, il dizionario enciclopedico dei complotti sospettati, presunti, immaginati ma per ciò stesso considerati verità rivelata senza bisogno di prove ulteriori. C'è tutto un versante, di solito in voga più a destra che a sinistra, che quanto a fantasie allucinate supera quello della sinistra e che si è dispiegato con fasto trionfale grazie alla pandemia.

Qui i complotti sono più contorti, più surreali ma in un certo senso anche più tradizionali. Che si tratti dell'eterno Soros, ultima incarnazione del ' perfido ebreo', o della congiura pedofila mondiale di cui sono certi i seguaci di QAnon, il modello è sempre quello fissato una volta per tutte all'inizio del secolo scorso dai falsi Protocolli dei savi di Sion, scritti in realtà dalla polizia zarista. Con la sua visione di una ragnatela tessuta intorno all'intero mondo dai cospiratori ebrei decisi a dominarlo, quella fantasia ha fatto danni enormi, ha contribuito a far sbocciare la furia genocida nazista e tuttavia, oggi, è meno subdola. I suoi tratti sono troppo evidentemente irreali per costituire una narrazione credibile per una vasta area della popolazione se non per la maggioranza.

La mania 'dietrologica' della sinistra italiana è più sobria. Parte di solito da elementi reali o almeno realistici, appare dunque molto meno delirante di quelle modello QAnon. È probabile che Washington, dopo il cambio di amministrazione, fosse davvero preoccupata per le eccessive aperture dell'Italia di Conte a Russia e Cina ed è sicuro che, caduto il Muro, qualche sospeso con l'Italia per Washington era arrivato al saldo. La Ue era davvero stanca di Berlusconi nel 2011 e nella strategia della tensione degli anni '70 c'azzecca davvero l'uso che una parte di servizi segreti voleva fare dei neofascisti di allora.

Su questi elementi veri o possibili, la mania italiana del complotto costruisce però cattedrali nelle quali l'ipotesi diventa automaticamente certezza, la possibilità prova definitiva, il probabile auspicio regia. I dubbi sul sequestro Moro si trasformano in garanzia dell'esistenza della cospirazione, la possibilità che i servizi segreti abbiano quanto meno cercato di rallentare le ricerche, mai provata ma almeno plausibile, diventa elemento probatorio del loro coinvolgimento diretto, il solo fatto che qualcuno certamente auspicasse la fine del dialogo tra Dc e Pci vale da solo a fare di quel non meglio identificato 'qualcuno' il regista dell'operazione.

Il modello del caso Moro potrebbe essere riapplicato a tutti i presunti complotti che costellano la storia recente. La costruzione fantastica, infine, è impermeabile alle smentite della realtà. Poco importa che fra tutti i brigatisti rossi implicati nel sequestro Moro Mario Moretti sia l'unico ancora in carcere, dunque non sospettabile di essere stato al soldo di una parte torbida dello Stato. Siccome senza la complicità di Moretti non è immaginabile una eterodirezione del rapimento del leader Dc, Moretti deve essere per forza un uomo dei servizi anche se nulla conferma l'ipotesi e tutto la smentisce All'origine di questa tendenza ormai tracimata non c'è solo l'antica diffidenza italiana, la convinzione sedicente astuta che tutto sia sempre diverso da quel che sembra.

Ci sono alcune fonti nobili: la teoria del 'doppio Stato' dello storico Franco De Felice, che aveva una sua dignità ben superiore alla vulgata che ne è poi derivata, e la famosa poesia di Pasolini "Io so anche se non ho le prove". Quella poesia, diventata poi sciagurato senso comune, si basava a propria volta su un dato di realtà: la necessità per ogni Stato di nascondere sempre qualcosa, come nel caso dei riscatti per i sequestrati all'estero che si possono pagare e vengono pagati ma solo negando di averlo fatto, e una serie di manovre grossolane messe in opera agli apparati dello Stato agli albori dell'ondata complottista, all'inizio degli anni 70, quando per nascondere peccati veniali, come l'uso dei fascisti da parte dei servizi segreti, si accreditò il sospetto di ben altri coinvolgimenti.

Il danno che ne è derivato è enorme. Un Paese non può fare i conti con la propria storia se è convinto di non conoscere la verità di quella storia e si condanna quindi a non poter mai elaborare e superare il passato. Un Paese non può avere alcuna fiducia in una classe dirigente e in uno Stato che immagina perennemente impegnato in manovre o trame oscure. La potenza esiziale della follia complottista e dietrologica è molto più massiccia di quanto non appaia. Con la trovata del governo Conte abbattuta da un intrigo internazionale Bettini ha aggiunto il suo mattoncino al torvo edificio. Purtroppo non sarà l'ultimo.