di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 novembre 2025
L’Anm e il referendum Verso il confronto con Nordio. Parodi: “Andrei solo per spiegare le nostre ragioni”. Polarizzare o non polarizzare? La domanda delle domande sulla campagna referendaria della riforma della giustizia non ha ancora risposta. Ieri, al quinto piano del palazzaccio della Cassazione, l’Anm ha deciso di adottare una linea attendista. “L’Anm e il Comitato - così recita la risoluzione votata da tutti, con la sola astensione dei due di Articolo 101, la corrente “anti-correnti” - si asterranno dall’organizzare eventi insieme ad organismi che hanno una connotazione politica, ferma restando la facoltà di partecipare ad ogni iniziativa in cui saranno invitati al fine di rappresentare le criticità della riforma. La nostra è e rimarrà esclusivamente una battaglia per la giustizia nell’interesse dei cittadini”.
La questione è in realtà meno lineare di come appare: inizialmente, per iniziativa di Magistratura indipendente (la corrente di destra) la proposta prevedeva sostanzialmente il divieto per i magistrati di partecipare a ogni iniziativa organizzata da “organismi che hanno una caratterizzazione politica”, ma alla fine è arrivata la mediazione. Del resto, se si escludono partiti, sindacati e associazioni varie, gli spazi per fare campagna si esauriscono e la voce della magistratura organizzata non avrebbe possibilità di esprimersi in una fase in cui ne avrebbe un bisogno pressoché vitale. Per il resto, la questione della polarizzazione verrà affrontata al momento opportuno, guardando soprattutto alla voce più incerta dei sondaggi: quella che riguarda l’affluenza.
La teoria è tutto sommato semplice: se è prevista scarsa partecipazione al voto bisognerà mobilitare tutte le opposizioni e, più in generale, le voci critiche verso il governo. Se invece il tema costituzionale attrarrà le masse, e si prevedrà dunque un’alta affluenza, bisognerà andare in cerca del consenso degli indecisi.
Intanto, si va verso un confronto televisivo tra il ministro della giustizia Carlo Nordio e il presidente dell’Anm Cesare Parodi. La data non c’è ancora (si parla di farlo a brevissimo, entro fine mese) e tra le toghe si pensa che partecipare possa prestare il fianco alle critiche di chi già adesso bolla l’Anm come una parte politica. Ma Parodi risponde: “Certamente questo sarebbe un argomento che verrebbe utilizzato contro di noi, ma credo che a qualunque domanda mi venisse posta quel giorno risponderei con le ragioni tecniche che ci portano a non condividere la riforma e quindi non sarei lì come rappresentante di una forza politica, perché noi non siamo e non possiamo esserlo”.











