di Alessandro Fiorentino
lagazzettadimassaecarrara.it, 17 giugno 2024
L’Istituto Penale Minorile di Pontremoli ha partecipato a un progetto per il recupero e la riammissione in società delle ragazze detenute, che ha visto coinvolto, non solo l’amministrazione comunale, ma anche alcuni soggetti esterni, tra cui il giornalista ormai Andrea Luparia. È proprio lui che ha avviato un corso di giornalismo al quale hanno partecipato con molto entusiasmo molte ragazze, con la speranza di poter trovare un nuovo inizio, una nuova strada da percorrere una volta tornate alla vita reale.
Un messaggio che trova fondamento anche nelle parole del sindaco di Pontremoli, Jacopo Ferri, chiamato ad aprire la relazione finale tenutasi all’interno del carcere femminile: “Sono contento che Pontremoli si offra a progetti come questi, così come è stata l’esperienza teatrale di qualche mese fa. Pontremoli spera di vedervi alla fine del vostro percorso carcerario per aiutarvi a rifarvi una vita”. Di opportunità di lavoro ha anche parlato il responsabile della CISL di Massa Carrara, Andrea Figaia che non ha nascosto di aver avuto qualche momento di difficoltà entrando nel mondo della detenzione. “È stato difficile entrare nella mentalità di un carcere” ha sottolineato “è stato necessario fare uno sforzo mentale e di cuore per riuscire ad abbattere le barriere mentali che ci dividono. I sindacati sono una porta aperta anche per voi, devono diventare un’opportunità di riaccoglievi nel mondo del lavoro”.
Il giornalista Luparia ha avuto un lungo colloquio con le detenute, spiegando che questo progetto appena terminato, iniziato analizzando la lettura del Vangelo con l’aiuto di don Giovanni Perini, non sarà l’ultimo ed ha chiesto alle ragazze stesse di indicare quali possono essere i soggetti di nuovi futuri corsi che potranno permettere loro di presentarsi all’appuntamento con la libertà, con un’arma in più per un ingresso in società positivo. Ancora Jacopo Ferri ha insistito col dire che la vera sfida è fuori non dentro il carcere e ancora una volta e, su questa linea di pensiero, si è accodato Simone Andreozzi educatore dell’Istituto che accompagna le ragazze durante la loro permanenza in carcere: “Dovete vedere questo periodo della vostra vita come un bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Avete la possibilità di essere accompagnate verso una nuova vita, con un valore aggiunto, approfittatene”.
Presente anche la direttrice degli Istituti di Scuola Superiori Pacinotti e Belmesseri, Lucia Baracchini che ha spronato le ragazze ad impegnarsi, partendo dal basso, dagli studi prima di tutto ricordando alcune ospiti che prima di loro hanno frequentato con successo le scuole lunigianesi con profitto, dando una svolta decisiva alla propria vita, perché nessuno debba ritenersi penalizzato. Assente il professor Nicola Carrozza, sindacalista della Provincia di La Spezia che per motivi personali non è potuto intervenire ma ha voluto comunque lasciare un messaggio scritto di incoraggiamento alle ospiti. Le giovani ragazze, provenienti per la maggior parte dal nord Italia, si sono mostrate molto interessate ed hanno seguito con viva partecipazione la conferenza dando interessanti spunti di riflessione sia sulla loro esperienza carceraria, sia sulle loro aspettative ed i loro sogni in attesa di essere realizzati una volta oltrepassate le sbarre del carcere.









