di Natalino Benacci
La Nazione, 13 gennaio 2020
Il ministro per la Famiglia Bonetti ha visitato il carcere di Pontremoli: un luogo dove le donne possono conquistare la libertà. Ci sono famiglie che vivono il disagio di una pena carceraria tra sanzione e recupero a cui deve sottoporsi un figlio per episodi di devianza minorile. Spesso sono persone che hanno bisogno di sentire vicina la presenza dello Stato e delle comunità.
Anche questo aspetto fa parte delle politiche familiari. Ecco perché il ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti a Pontremoli per il convegno su "Il ruolo della famiglia nella società del terzo millennio", ha voluto visitare l'Istituto penale minorile. Una struttura unica in ltalia e in Europa, inaugurata nel 2010, nella vecchia sede del carcere, dove sono ospitate ragazze in espiazione di pena per la formazione al reinserimento esterno.
Qui grazie anche al prezioso contributo fornito dai volontari e da tutto il personale che si impegnano ogni giorno con dedizione e professionalità le giovani donne possono cambiare e conquistare la libertà attraverso il lavoro e un percorso rieducativo. Ad accompagnare il ministro, il deputato Cosimo Maria Ferri e il sindaco Lucia Baracchini.
All'interno della struttura la Bonetti ha stretto le mani alle ragazze e ha rivolto qualche domanda sulla loro quotidianità e sulle attività svolte. Ferri, che si è sempre occupato dell'istituto, ha spiegato tutte le iniziative che nel corso degli anni sono state organizzate per rendere efficace l'accoglienza.
Numerosi i progetti per allargare le opportunità di formazione, fra tutti quello legato al teatro considerato non solo un'azione ricreativa, ma mezzo di formazione che si svolge attraverso il coinvolgimento del mondo dell'associazionismo e delle scuole operanti nel territorio. Sono stati già sei gli spettacoli prodotti dal regista Paolo Billi del Teatro del Pratello di Bologna che ha diretto in questi anni la sperimentazione con la collaborazione del Centro Giovanile Monsignor Sismondo, del Comune di Pontremoli, delle scuole e di altre associazioni di volontariato.
"L'Ipm di Pontremoli - ha detto il sindaco Baracchini - è un esempio da seguire anche per altre strutture in modo da favorire la diffusione di spazi di condivisione e aree di trattamento fondamentali per la rieducazione". Ferri ha ringraziato il ministro Bonetti per la visita : " Questa è una realtà importante nel circuito penitenziario, anche qui il tema della famiglia è centrale perché si interseca con la giustizia e i ministeri competenti possono lavorare insieme per migliorare le condizioni dell'Istituto".
Il capo del dicastero ha espresso soddisfazione per l'opportunità: "È stata un'occasione straordinaria e una positiva esperienza visitare questo istituto e incontrare le ragazze che qui ora vivono facendo un percorso di cambiamento in una piccola comunità di vita per rinnovare il loro futuro consentendo di riflettere sulle condizioni che le hanno portate qui. Questa è una evidente eccellenza della capacità di sapersi rivolgere alle donne che spesso sono soggetti dimenticati e lasciati soli nella fragilità delle loro esperienze di vita, quando hanno bisogno di attenzione nella crescita. Sensibilità, linguaggi e dinamiche relazionali che vanno curati e mi sembra che questi aspetti qui vengano sottolineati.
Oggi c'è un tema di fugacità educativa che porta a colpire in particolare le giovani generazioni e lo Stato deve far sentire la sua voce. Sto parlando del volto comunitario del nostro essere società. Dobbiamo saper accompagnare le giovani generazioni in un compito di prevenzione e di rinforzo dei legami sociali come la famiglia e le istituzioni. Un errore può essere accolto non condannandolo in modo definitivo e dicendo che esiste un percorso di speranza e di reinserimento".









