Il Gazzettino, 24 agosto 2020
In Friuli Venezia Giulia gli stranieri dietro le sbarre sono ben al di sopra della media nazionale. E nello specifico nella casa circondariale di Pordenone dove tra l'altro manca ancora un direttore effettivo. Se in Italia il tasso medio è del 32,7% al 30 giugno scorso, la nostra regione è al 41,7%.
A dirlo è il rapporto di Antigone di metà anno, dedicato a "Il carcere alla prova della fase 2", che è stato presentato e che dedica un capitolo alla presenza degli immigrati negli istituti penitenziari regionali e italiani.
Una presenza in forte calo negli ultimi dodici anni, ma comunque consistente. Al 30 giugno i 5 istituti penitenziari con il maggior numero di detenuti stranieri in termini assoluti erano le case circondariali di Torino (629 detenuti stranieri, 47,7% sul totale), di Milano San Vittore (514 detenuti stranieri, 59,2 % sul totale), di Roma Regina Coeli (502 detenuti stranieri, 51% sul totale), Firenze Sollicciano (495 detenuti stranieri, 65,9% sul totale) e Rebibbia (461 detenuti stranieri, 32,6% sul totale).
Di questi 5 istituti solo Firenze Sollicciano rientra tra i primi dieci con la più alta concentrazione in percentuale di stranieri, attestandosi al settimo posto. I primi cinque istituti per percentuale di stranieri sono due case di reclusione sarde, Arbus Is Arenas dove l'81,9% dei detenuti è di nazionalità non italiana e Onanì dove gli stranieri rappresentano l'81,3% del totale dei reclusi.
A seguire le case circondariali di Aosta (68,8%), Padova (67,4%) e Bolzano (67%). Le cinque regioni con la più alta presenza in percentuale di stranieri detenuti negli istituti penitenziari sono la Valle d'Aosta (68,8%), il Trentino Alto Adige (63,6%), la Liguria (54%), il Veneto (53,2%) e la Toscana (49,7%).
In cima alla classifica anche il Fvg, dopo l'Emilia-Romagna (49%) e la Lombardia (43,4%), ma prima del Piemonte (40,4%). Ben al di sotto della media nazionale la Calabria (19,2%), l'Abruzzo (18,4%), la Sicilia (17,9%), la Campania (14,1%), la Puglia (13,7%) e la Basilicata (11,7%). Al 30 giugno scorso gli stranieri erano 17.510, per una percentuale pari al 32,7% del totale della popolazione detenuta. Tale percentuale raggiungeva il 37% nel 2008, quando (al 31 dicembre) gli stranieri detenuti erano 21.562. Per quanto riguarda gli uomini, le cinque nazioni straniere più rappresentate sono (le percentuali sono da riferirsi sul totale dei detenuti non italiani): il Marocco (18,6%), la Romania (12%), 4 l'Albania (11,9%), la Tunisia (10%), la Nigeria (8,5%).
Discorso diverso per le donne straniere che rappresentano il 35,5% delle donne recluse al 30 giugno 2020. Tra le straniere troviamo al primo posto la Romania con il 23% di recluse sul totale delle straniere, poi la Nigeria (19,4%), la Bosnia-Erzegovina (4,8%), il Marocco (4,6%) e il Brasile (4,3%). Mediamente i detenuti stranieri sono più giovani degli italiani. Al 30 giugno avevano tra i 21 e i 44 anni il 79,2% dei detenuti stranieri, contro il 50,7% dei detenuti italiani. Gli stranieri tra i 18 e i 20 anni sono il 2% dei detenuti stranieri totali (gli italiani lo 0,8%). Per quanto riguarda la posizione giuridica dei detenuti stranieri, al 31 luglio 2020, gli stranieri in custodia cautelare sono il 34,7% degli stranieri presenti, a fronte del 31,5% degli italiani.










