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Messaggero Veneto, 21 agosto 2026

Il ragazzo ha perso la vita nella giornata di martedì in ospedale, dopo che nella serata di lunedì aveva dato fuoco al materasso della sua cella. L’ipotesi di reato è quella di cooperazione in omicidio colposo omissivo. Cinque agenti di polizia penitenziaria sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Pordenone, in relazione alla morte di Karam Mamdouh Mohamed Khodair Mamdouh, il detenuto di 19 anni morto martedì all’ospedale cittadino dopo aver dato fuoco a un materasso nella sua cella nel carcere del Castello. L’ipotesi di reato è quella di cooperazione in omicidio colposo omissivo, prevista dagli articoli 113 e 589 del codice penale.

La tragedia si è consumata nella serata di lunedì in piazza della Motta: il giovane è morto in ospedale a causa del fumo inalato. Evacuato per alcune ore il primo piano del carcere, intossicati due detenuti che si trovavano nella stessa ala. La Procura ha spiegato che l’iscrizione è stata decisa dopo una prima valutazione degli atti arrivati in giornata: le relazioni di servizio della polizia penitenziaria e dei vigili del fuoco intervenuti, le videoregistrazioni acquisite, le sommarie informazioni raccolte dai compagni di detenzione della vittima e il sopralluogo effettuato subito dopo i fatti dal sostituto procuratore di turno.

Gli inquirenti devono ora procedere in tempi rapidi all’autopsia. È proprio in vista di questo passaggio che i cinque agenti sono stati iscritti nel registro degli indagati: un atto dovuto, spiega la Procura, per permettere loro di esercitare fin da subito tutte le facoltà difensive previste dalla legge durante l’accertamento. Chiesa e Camera Penale condannano l’accanimento social. Il direttore lamonaca: “Dispiace per il ragazzo giovanissimo, il personale ha agito con prontezza”. Il provvedimento, sottolinea l’ufficio, non implica dunque un giudizio di responsabilità, ma è il presupposto tecnico-giuridico necessario perché gli agenti possano nominare un consulente di parte e assistere alle operazioni peritali. La Procura ha precisato che ogni ulteriore decisione richiederà un approfondimento delle indagini, già avviato.