sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

pordenonetoday.it, 26 agosto 2026

A stabilirlo è l’esito dell’autopsia compiuta nella giornata di martedì 25 agosto a Pordenone. A causare la morte del detenuto di 19 anni di nazionalità egiziana nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto nel carcere di Pordenone, è stata l’inalazione di fumi da combustione che ha provocato una grave insufficienza respiratoria. A stabilirlo è stata l’autopsia eseguita nella giornata di martedì 25 agosto dal medico legale incaricato dalla Procura di Pordenone, Antonello Cirnelli. All’esame erano presenti i carabinieri, l’avvocato difensore Esmeralda Di Risio e la consulente di parte dei cinque agenti di polizia penitenziaria che in questo momento risultano iscritti nel registro degli indagati per il reato di cooperazione in omicidio colposo omissivo.

Stando a quanto si apprende, l’esame autoptico ha evidenziato la presenza di fuliggine nella trachea e nei polmoni del giovane detenuto. Un elemento che andrebbe a confermare una prolungata esposizione ai fumi causati dall’incendio appiccato all’interno della cella del ragazzo. Il prossimo passaggio nell’ambito dell’inchiesta sarà l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza in modo da ricostruire con precisione i tempi e le modalità dell’intervento dei soccorsi.

Il giovane detenuto, a seguito del grave incendio avvenuto nel carcere di Pordenone, è stato affidato al personale medico infermieristico che hanno compiuto le manovre di rianimazione cardiopolmonare per salvargli la vita. Nonostante gli ultimi tentativi, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 19enne. Nelle prossime ore, riporta l’Ansa, potrebbe esserci il nullaosta alla sepoltura da parte della Procura di Pordenone. Diverse associazioni culturali islamiche stanno lavorando per permettere il rimpatrio della salma nel suo Paese d’origine con l’aiuto del Consolato Generale d’Egitto a Milano.