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di Massimo Pighin


Messaggero Veneto, 17 aprile 2015

 

Sindaco di San Vito preoccupato, "ma nulla è pregiudicato". Liva (Pd): opera prioritaria. Loperfido (Fdi): annunci disattesi. "Mi sono già mosso con Regione e ministero della Giustizia affinché il carcere di San Vito al Tagliamento non venga considerato inutile e, di conseguenza, venga costruito così come previsto. Esistono forti preoccupazioni, inutile negarlo, ma nulla è pregiudicato: opereremo il massimo sforzo per portare a casa un risultato che sarebbe importante per tutta la provincia".

Non getta la spugna il sindaco di San Vito al Tagliamento, Antonio Di Bisceglie, nemmeno dopo l'inserimento della prevista struttura penitenziaria in un elenco, composto da dieci progetti, di carceri ritenute non più necessarie, sulla scorta dei dati relativi alla popolazione carceraria. A indicarlo è stato uno studio, che il primo cittadino sanvitese definisce avulso dalla realtà del Friuli occidentale. "Non stiamo chiedendo la realizzazione di un secondo penitenziario - osserva Di Bisceglie -, bensì la sostituzione di quello esistente, fatiscente e igienicamente non adatto a ospitare detenuti. Si pensa che trecento posti nel carcere di San Vito sarebbero troppi? Si realizzi una struttura da duecento posti, ma la si faccia: noi non arretreremo di un millimetro".

Gli avvocati. Dal canto suo, il consiglio dell'Ordine degli avvocati di Pordenone, senza entrare nel merito delle scelte politiche "che hanno per l'ennesima volta penalizzato la provincia di Pordenone", rileva la necessità di risolvere "nel più breve tempo possibile il problema del carcere cittadino al castello.

Le condizioni edilizio-igieniche in cui si trova l'edificio di piazza della Motta non sono infatti più tollerabili né per i detenuti né per gli operatori, costretti a lavorare in condizioni di emergenza (avvocati e magistrati non dispongono neanche di una stanza per gli interrogatori), né per il personale di servizio - sottolineano gli avvocati pordenonesi -. Il consiglio dell'Ordine auspica che venga al più presto individuata una collocazione alternativa a quella attuale".

Reazioni politiche. Da registrare anche gli interventi del consigliere regionale Renzo Liva (Pd) e del consigliere provinciale e del Comune di Pordenone Emanuele Loperfido (Fratelli d'Italia).

"Il nuovo carcere di San Vito, da realizzare su un'area demaniale che consente il riutilizzo con risparmio finanziario e ambientale di una caserma dismessa - scrive in una nota il democratico, si colloca su un livello di urgenza e civiltà che nessuna azione generica di contenimento della spesa pubblica può permettersi di bloccare. Si tratta di un iter ormai avviato e di un cantiere di "piccoli lavori" che il nuovo ministro alle infrastrutture Delrio ha definito prioritari rispetto alle grandi opere anche ai fini della ripresa economica".

Questo invece il commento del rappresentante di centrodestra: "Ormai anche a Pordenone è palese che la politica del Pd si limita agli annunci su Twitter, da parte di Renzi e Serracchiani - tuona Loperfido -. Annunci di opere e investimenti che poi vengono categoricamente smentiti dai fatti. Neanche governando la completa filiera degli enti coinvolti il Pd, che vanta anche un esponente della Camera proprio dell'area sanvitese, riesce a realizzare il carcere a San Vito".