sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Loris Del Frate

Il Gazzettino, 3 ottobre 2024

Il messaggio è arrivato da Santa Marta, la residenza del pontefice ed era indirizzato ai “cari fratelli della casa circondariale”. “Figli amati da Dio, chiamati a vivere questo particolare momento della vita illuminati dalla vicinanza di Cristo e consolati dalla fraternità e dell’amicizia. Liberatevi dalle catene del male”. È uno dei passaggi della lettera che papa Francesco ha inviato ai detenuti del carcere di Pordenone. Il messaggio è arrivato da Santa Marta, la residenza del pontefice ed era indirizzato ai “cari fratelli della casa circondariale”. Papa Francesco ha così accolto la richiesta di Sandro Sandrin editore pordenonese che da diciotto anni consecutivi organizza l’evento “Ascoltare, Leggere, Crescere”, un festival con targa decisamente religiosa che arriva dopo Pordenonelegge. E il messaggio di papa Francesco non poteva mancare visto che ieri tra le mura del carcere don Claudio Burgio, cappellano del Beccaria di Milano ha dialogato con don Piergiorgio Rigolo, cappellano della casa circondariale di Pordenone. Indicativo il titolo del libro sul quale hanno colloquiato: “Non vi guardo perché rischio di fidarmi”.

Un appuntamento che il pontefice, sempre molto attento al sociale e agli appuntamenti rivolti a chi soffre, non solo ha seguito, ma ha “benedetto” approfittando per un messaggio accorato ai detenuti rinchiusi tra le anguste mura del Castello. “Con piacere - scrive papa Francesco - ho accolto la richiesta di inviarvi un mio messaggio. Ringrazio gli organizzatori dell’evento “Ascoltare, Leggere, Crescere” per l’attenzione che hanno manifestato verso di voi. Il tempo che vi vede privi della libertà può essere colmato dalla speranza di un futuro migliore che quotidianamente dovete costruire”. Parole scritte con il cuore, come il resto della lettera. “Pertanto - ha aggiunto il pontefice - ispirati dal titolo dell’incontro che celebrate, superate lo sconforto con la fiducia, disponendovi ad ascoltare la voce dello Spirito Santo sicuri che pure il cuore di chi ha sbagliato sa farsi conquistare dall’amore che salva. Imparate a “leggere” con umiltà la vostra storia esistenziale, riconoscendo le ferite personali e quelle provocate agli altri: è la forza misericordiosa di Dio che può sanarle. Perdonate per accogliere la gioia di essere perdonati. Incoraggiati da chi vi vuole bene potrete così “crescere” e fortificarvi per ricominciare a camminare da uomini liberi e non con le catene del male”. Nella sua lettera ha ricostruito i passaggi salienti con le parole del titolo dell’evento pordenonese. Il Papa ha inviato la sua benedizione oltre che ai detenuti, anche agli organizzatori e a quanti operano nella casa circondariale. La lettera l’hanno voluta tutti i detenuti nelle loro celle.