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di Valerie Pizzera

iltelegrafolivorno.it, 4 settembre 2026

L’iniziativa guidata dal cardiologo Fabio Costantino con la direttrice del penitenziario Martina Carducci. L’obiettivo è formare agenti e reclusi alle tecniche di primo soccorso. Quando il cuore si ferma, la tempestività è tutto. Un soccorso entro i primi 5 minuti può salvarti la vita senza danni cerebrali permanenti. I numeri fanno impressione: in Italia muore una persona ogni 8 minuti, 180 al giorno, 60 mila all’anno. La probabilità di sopravvivenza extraospedaliera è del 6%. Dopo Montecitorio e la consegna di un defibrillatore nelle mani di Papa Leone XIV in Vaticano, il progetto nazionale Cardio Security - che punta a formare 30 milioni di cittadini rendendo obbligatori i corsi (BLS-D) di rianimazione polmonare e l’uso del defibrillatore (DAE) per il rilascio o il rinnovo della patente di guida (attività per le quali si affida a Coparca srls)- sbarca al penitenziario di Porto Azzurro per declinarsi in altre diramazioni, come quella dell’esperienza pilota “Carceri Cardiosicure”.

Al timone c’è il dottor Fabio Costantino, cardiologo massese e presidente di ‘Cardiosecurity Italia’. L’obiettivo è quello di formare agenti e detenuti alle tecniche di primo soccorso e all’uso del defibrillatore. Perno strategico la direttrice del penitenziario Martina Carducci, impegnata in prima persona per la riuscita del progetto sotto l’egida del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e del Ministero della Giustizia, senza costi aggiuntivi. La formazione verrà fornita gratuitamente da Cardio Security con il supporto delle Misericordie di Portoferraio e di Massa. È già arrivata la donazione di due defibrillatori da parte di Panathlon Italia e altri due sono in arrivo grazie a Banca dell’Elba. I primi ad essere formati saranno i 20 detenuti della sezione Sembolello, che vivono e lavorano a Pianosa, nella sezione agricola e lavorativa all’aperto dell’ex colonia penale (articolo 21 dell’ordinamento penitenziario). La splendida isola dell’arcipelago toscano durante la stagione estiva può contare sul supporto della Croce Rossa, mentre in inverno resta senza assistenza sanitaria in loco.

Prioritaria anche la formazione agli agenti del Servizio Navale, la motovedetta peraltro è già dotata di un defibrillatore a bordo. Poi la volontà sarebbe quella di allargare il più possibile il progetto a tutto il penitenziario, fa sapere la direttrice del carcere elbano. Per poi passare ad altre realtà come San Vittore e Rebibbia precisa Costantino. Intanto il 4 settembre il cardiologo Costantino presenterà il progetto di fronte a istituzioni e forze dell’ordine. Lo affiancheranno Giorgio Costa, presidente Panathlon Italia; Elena Giovanna Bignami, presidente di SIAARTI e Maurizio Mancianti; presidente Commissione Sanità Panathlon Italia. La direttrice Carducci ha voluto ringraziare tutti, compreso il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini per l’offerta del buffet a titolo personale.