di Luigi Cignoni
Il Tirreno, 13 febbraio 2015
Il pianeta carcere, con le sue implicazioni di ordine giuridico ma anche religioso, sarà il tema di una conferenza pubblica che si terrà nella sala consiliare di Portoferraio, lunedì 23 febbraio, alle 16. Relatori saranno un neo laureato, ospite dalla casa di reclusione di Porto Azzurro e l'educatore in servizio presso lo stesso istituto di forte San Giacomo, Paolo Maddoni.
L'iniziativa è promossa dall'associazione di volontariato Dialogo che si distingue per il suo costante interesse verso il mondo carcerario, soprattutto di Porto Azzurro, e promuove attività di carattere sociale, in stretta collaborazione con la Fondazione Livorno e l'amministrazione comunale.
Il detenuto si è recentemente laureato in diritto applicato, presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Pisa, discutendo la tesi con il professor Conforti (anche lui presente all'incontro) dal titolo "Esperienza religiosa all'interno dell'Istituto penitenziario di Porto Azzurro". E il suo intervento sarà centrato proprio su questo argomento; mentre l'educatore esporrà una relazione che è frutto di un master recentemente effettuato relativo al diritto penitenziario e costituzionale. Alla conferenza è aperta al pubblico e a tutti coloro a cui l'argomento interessa. Intanto sono tre gli ospiti del reclusorio elbano che, durante il loro periodo d'espiazione della colpa, si dedicano allo studio e riescono a laurearsi. L'ultimo, in ordine di tempo è il conferenziere che parteciperà all'incontro del 23 febbraio.
"È un segno anche distintivo - dicono alcuni volontari dell'associazione Dialogo - della bontà del progetto "Universo azzurro, Università in carcere" che si sta tenendo all'interno di forte San Giacomo. Non solo. Ma è anche la dimostrazione di quanto sia importante in determinate situazioni lo studio e come la permanenza forzata all'interno della cittadella carceraria possa servire come un'occasione per migliorarsi ulteriormente e prendersi un titolo da vendere nel cosiddetto mondo civile, una volta terminato il periodo detentivo".
Una forma di riscatto sociale, la laurea che riabilita l'individuo. Da anni funziona la sezione distaccate del liceo scientifico Foresi, oltre naturalmente ai corsi che si tengono per il conseguimento della licenza media e il diploma di scuola superiore. È da proprio dallo scientifico che vengono i tre laureati di San Giacomo. "La cultura - aggiungono quelli della Dialogo - è l'unica attività che è rimasta in piedi all'interno del carcere. L'unica occasione delle molte che esistevano, tipo falegnameria, tipografia, officina meccanica, panetteria. Noi ci impegniamo - concludono - perché non muoia e non faccia la fine delle altre".











