sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Stefano Bramanti


Il Tirreno, 3 novembre 2020

 

Nei giorni scorsi l'iniziativa del corso di agraria dell'istituto tecnico portoferraiese che si è tenuta nei terreni all'esterno della Casa di reclusione di Porto Azzurro. Il "Progetto Idea" dell'istituto tecnico Cerboni prosegue. E, nei giorni scorsi, è avvenuta la raccolta delle olive degli studenti del corso di agraria, un impegno realizzato insieme agli alunni del carcere di Porto Azzurro di forte San Giacomo, diretto da Francesco D'Anselmo. Pure loro seguono lo stesso piano didattico e sono ormai giunti al traguardo finale del percorso di riabilitazione per il reinserimento nella società.

Idea è un acronimo sta per Impresa didattica elbana agricola ed è condotto dalla docente Brunella Righetti che insegna "trasformazione dei prodotti", nella scuola superiore di Piazzale Buttafuoco diretta dalla preside Alessandra Rando. Righetti agisce pure all'interno del carcere dove vanno avanti i medesimi corsi di agraria rivolti a detenuti che frequentano dalla prima classe alla quinta, e quindi quest'anno scolastico qualcuno di loro conseguirà il diploma di maturità.

Insieme a Righetti opera l'altro docente dell'Itcg Alessandro Petri, professore di Produzioni vegetali ed entrambi si confrontano con la classe quarta agraria composta da nove giovani studenti che sono Federico Anselmi, Caterina Castelli, Lorenzo Colandrea, Luca Concu, Lorenzo Inglese, Jacopo Medici, Leonardo Paoli, Francesco Petito, Leonardo Soria.

"Il Progetto Idea è partito due anni fa - spiega la professoressa Righetti - varato dalla Regione Toscana che si avvale di fondi europei. I nostri ragazzi del Cerboni collaborano, al Forte San Giacono, con gli altri studenti della casa di reclusione guidati dai responsabili dell'Azienda agricola carceraria, Marco Tessieri e il suo vice Mauro Conte e 150 ore sono dedicate alle attività pratiche di agraria".

Quindi Anselmi e company hanno agito nelle aree coltivate della casa di reclusione elbana, poste attorno alla fortezza, ma sono intervenuti pure nelle tenute agricole di Porto Azzurro di Antonio Arrighi e quella di Italo Sapere, che sono tutor aziendali degli studenti.

"E quest'anno- conclude Righetti - ci sono state 15 ore in cui gli alunni hanno fatto la raccolta di olive presso la struttura carceraria. L'anno scolastico scorso avevano potato i vigneti anche nelle aziende agricole portoazzurrine. E oltre la raccolta delle olive hanno agito negli agrumeti e la raccolta è proseguita nell'oliveto della tenuta di Antonio Arrighi. Il progetto fu avviato dalla preside, ora in pensione, Grazia Battaglini, che lo formalizzò; in seguito lo ha reso operativo la nuova preside Rando.

La finalità di questi impegni è quella di arrivare a vedere la produzione dell'olio extravergine d'oliva e quando saranno maturi i frutti degli agrumeti carcerari nasceranno marmellate che saranno preparate con i macchinari della ditta Armando a Porto Azzurro e gli alunni seguiranno anche tutto l'aspetto gestionale e commerciale di questi prodotti.

Il frantoio usato è quello compensandole di Portoferraio, ma è stato visitato pure un frantoio di Pilade che esiste al bivio tra Porto Azzurro e Capoliveri, tutto automatizzato dove vengono consegnate le olive e si produce l'olio extravergine, grazie all'intervento dei dipendenti di quella struttura, che alla fine del processo riempiendo taniche di acciaio".