di Riccardo Saporiti
Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2026
Dopo quella che lui stesso ha definito come “una serie di arresti massicci nei confronti di minori”, il ministero della Giustizia Carlo Nordio ha paventato la necessità di aumentare la capienza degli istituti di pena minorili, quando non di costruire nuove strutture. Eppure, guardando i dati, questa esigenza non sembra emergere. Sì, perché a differenza di quanto avviene con le carceri riservate agli adulti, per quelle minorili il ministero della Giustizia non indica la capienza dei singoli istituti. Per ricostruirla, la scelta è stata quella di affidarsi alla relazione del Garante per le persone private della libertà personale, aggiornata al 31 dicembre 2025 e presentata venerdì scorso in Senato, per quanto riguarda la capienza.
Un dato che InfoData ha integrato tenendo conto di quanto avvenuto negli ultimi mesi. Ovvero dell’inaugurazione del carcere di Rovigo e del termine dei lavori in quelli di Lecce e L’Aquila, che hanno aumentato la capienza indicata nella relazione.
Per quanto riguarda invece le presenze, i dati arrivano dall’aggiornamento al 30 settembre 2026 del report ministeriale Minorenni e giovani adulti in carico ai Servizi minorili che InfoData è riuscita ad ottenere. Da segnalare il tasso di occupazione molto basso nel carcere del Pratello di Bologna, teatro nella scorsa primavera di uno sciopero del personale legato al sovraffollamento e indetto dopo l’evasione di due detenuti.
Come si evince dal grafico che apre questo pezzo, poco meno della metà degli istituti presenta un tasso di occupazione superiore al 100%. Il caso più grave a Firenze, dove a fine settembre erano presenti 22 detenuti in una struttura pensata per ospitarne 17. In generale, stando ai dati ricostruiti da InfoData, sono 622 i posti negli istituti di pena minorili e 557 i detenuti al 30 settembre, con un tasso di occupazione dell’89,5%. Un quadro decisamente lontano da quello delle carceri degli adulti, dove il sovraffollamento è ormai diventato endemico.
Perché allora il ministro ha parlato di sovraffollamento?
È possibile che si riferisse esclusivamente ai dati contenuti nella relazione che l’autorità Garante per i detenuti ha presentato al Senato venerdì 23 ottobre. In questo documento, come detto, vengono presentati dati aggiornati al 31 dicembre dello scorso anno, secondo i quali nelle carceri maschili il sovraffollamento è arrivato al 105,75%, mentre in quelle femminili è fermo al 48,83%. Come mai allora InfoData non si è limitata ad utilizzare questi dati?
Le ragioni sono diverse. Intanto, perché è riuscita ad ottenere numeri più aggiornati, appunto al 2026, integrandoli con i cambiamenti nel sistema penitenziale minorile avvenuti negli ultimi mesi. Tra i quali c’è anche la chiusura del carcere di Treviso, che nella relazione di giovedì scorso del Garante ha una capienza indicata di 12 posti, e al suo posto è entrato in funzione quello di Rovigo. Struttura che, come conferma lo stesso ministero, è in grado di ospitare fino a 30 detenuti.
In secondo luogo, perché c’è qualche errore nei dati che l’autorità Garante per i detenuti ha presentato al Senato, relativa al calcolo del tasso di sovraffollamento. Valga, su tutti, il dato relativo alle carceri di Acireale (Catania) e Airola (Benevento): entrambe, si legge nella tabella, ospitavano al 31 dicembre 21 detenuti su una capienza di 24 posti. Ma per la prima viene indicato un tasso di sovraffollamento del 105%, per la seconda dell’87,5%. A non essere corretto, partendo dai dati, è il tasso di occupazione della prima.
C’è poi un ulteriore tema legato alle analisi periodiche “Minorenni e giovani adulti in carico ai Servizi minorili”, legato al fatto che non forniscono un dato di genere rispetto ai detenuti. Il che pone un problema relativamente al carcere di Casal del Marmo di Roma, l’unico che ospiti sia maschi che femmine. Secondo la relazione del Garante di venerdì scorso, la sezione femminile ospitava 9 detenute su una capienza di 27.
Nell’ipotesi, del tutto non verificabile con i dati disponibili, che al 30 settembre di quest’anno ci fossero ancora questi 18 posti vacanti e sottraendo dal computo i dati relativi all’unico altro istituto minorile femminile che si trova a Pontremoli, si arriverebbe ad un tasso di occupazione degli istituti maschili pari all’92,1%, quindi ancora lontano dal sovraffollamento.
Come detto, è un’ipotesi e non la si può verificare non solo perché i documenti consultati dal InfoData non forniscono questi dettagli, ma anche perché esiste la possibilità, anche questa non censita nella relazione del 30 settembre 2026, che ci siano celle inagibili, che ovviamente farebbero salire il tasso di occupazione delle carceri, potenzialmente anche arrivando a superare la soglia di sovraffollamento (ovvero il 100% della capienza).
In conclusione, resta vero il fatto che il numero di minori detenuti è aumentato nel corso degli ultimi anni, al netto di una significativa flessione negli anni della pandemia da Sars-CoV-2. Negli ultimi tre anni la presenza media annua ha superato stabilmente le 550 unità, toccando un picco di 588 lo scorso anno. Anche in questo caso, la fonte è il rapporto Minorenni e giovani adulti in carico ai Servizi minorili aggiornato al 30 settembre di quest’anno. Una tendenza in crescita che però non pare aver ancora raggiunto una soglia tale da rendere necessaria la costruzione di altri istituti di pena, tanto più che durante il 2026 è stata già aumentata la capienza complessiva.









