sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

di Raffaella Grimaldi

 

Corriere del Mezzogiorno, 25 febbraio 2022

 

Il progetto di inclusione sociale di Palingen. L’amministratore Marco Mazio: “Le donne sono retribuite e inserite già prima che finisca la pena”.

Inclusione sociale, moda etica e sostenibile. Sono i punti di forza di Palingen e della sua iniziativa. Palingen è una start up a vocazione sociale che ha preso in gestione la sartoria del carcere femminile di Pozzuoli. L’ottica è quella del reinserimento economico di persone svantaggiate tramite l’implementazione di progetti ecosostenibili. A raccontare l’iniziativa Marco Maria Mazio, fondatore dell’azienda. “Elevare la dignità delle persone tramite il lavoro e l’insegnamento dell’arte della sartoria italiana in maniera innovativa”, la mission dell’azienda.

L’iniziativa sostenibile - L’iniziativa di prendere in gestione la sartoria del carcere femminile di Pozzuoli nasce all’inizio del 2020. Il blocco dovuto alla pandemia non ha impedito al progetto di andare avanti. “A quel periodo risale infatti uno dei lavori del quale siamo particolarmente orgogliosi”, racconta Mazio. In collaborazione con l’amministrazione del carcere, Maria Luisa Palma, e con lo stilista Alessio Visone (volontario nel progetto) le detenute hanno realizzato delle mascherine che sono state donate alla comunità di Sant’Egidio per le persone senza fissa dimora. Si riparte nel maggio 2021, quando, la Palingen prende in gestione il laboratorio sartoriale all’interno del carcere. Due le innovazioni della start up: moda sostenibile e inserimento delle detenute in un’ottica aziendale.

Otto detenute - “Le detenute sono delle vere e proprie lavoratrici: oltre ad essere retribuite vengono inserite in una logica aziendale già prima della fine della pena. In questo modo si riduce il rischio di recidiva una volta uscite dal carcere”, spiega Mazio. “Il processo di formazione è simultaneo alla produzione. Le detenute sono, così, già orientate al mondo del lavoro e alla vita che le attenderà dopo il carcere”, sottolinea l’imprenditore. Sono attualmente otto le detenute attive nel progetto. La sartoria di Palingen è sostenibile. Una duplice possibilità è data alle donne protagoniste del progetto, le detenute, e ai materiali utilizzati nel processo. “Seguendo il principio dell’economia circolare vengono ridotti sprechi e rifiuti sartoriali”, spiega Mazio.

La finalità - Il risultato? Collezioni etiche e sostenibili commissionate da importanti brand e aziende del settore. Il lavoro di start up, aziende e cooperative che operano nell’ambito della redenzione carceraria è di fondamentale importanza per il recupero dei detenuti all’interno del tessuto della società. Secondo i dati condivisi da Palingen e forniti da Giuseppe Guerini, Presidente di Alleanza Cooperative Sociale, soltanto il 10% dei detenuti che hanno partecipato ad un programma di reinserimento all’interno del carcere, rischia la recidiva. Si alza al 90% la soglia per i detenuti che non vengono inseriti in alcun progetto. Il lavoro, dunque, come migliore occasione di riscatto. Nessuno scarto, solo seconde possibilità.