La Nazione, 20 agosto 2020
La visita del consigliere Tinagli (Pd) e del radicale Giusti alla struttura "Serve più personale". Due interrogazioni parlamentari presentate lo scorso inverno, con il ricordo delle rivolte dei detenuti scoppiate a marzo ancora vivo. A distanza di mesi, la situazione non ha più raggiunto quei picchi di criticità, ma l'attenzione deve restare alta.
È il pensiero del consigliere di maggioranza Lorenzo Tinagli (Pd), che insieme a Matteo Giusti dei Radicali ha fatto visita al carcere della Dogaia. I due, guidati dal comandante Barbara D'Orefice e dell'ispettore Donato Nolé, hanno visitato diverse sezioni della casa circondariale e si sono confrontati sia col personale carcerario che con i detenuti. Le difficoltà maggiori restano legate alla carenza di risorse umane ed economiche: il personale è ridotto al minimo e sottoposto a pesanti turni lavorativi.
"Nell'ultimo anno abbiamo collaborato a stilare un paio di interrogazioni firmate dall'onorevole Roberto Giachetti proprio sulla Dogaia - commenta Tinagli - Abbiamo poi scritto sia al governatore Rossi che al ministro della Giustizia Bonafede". Tanti i rappresentanti delle istituzioni e della società civile che avevano dato la loro disponibilità a partecipare alla visita e garantito il loro impegno per il miglioramento del carcere pratese. La normativa di contrasto al Covid ha tuttavia costretto a ridurre a due il numero degli ingressi.










