di Sara Mazzoncini e Lorenzo Tinagli
pratosfera.com, 25 agosto 2026
Durante il mese di luglio ci sono stati vari eventi sul carcere ai quali abbiamo personalmente partecipato e per questo abbiamo deciso di raccontarveli. Lunedì 13 luglio è stata inaugurata, nella Sala Biagi della Provincia, la mostra “La Cella a Palazzo”, promossa dalla CP di Prato, dove è stata allestita una riproduzione di una camera di pernottamento della Casa Circondariale di Prato. La “cella” è stata esposta per un’intera settimana ed è stata l’occasione, per noi autori, di incontrare i cittadini e far “toccare con mano” - anche se attraverso una riproduzione - il “dentro” della Dogaia. Abbiamo partecipato all’evento incontrando enti e associazioni che collaborano con la nostra Casa Circondariale.
Martedì 14 luglio è stato il primo giorno dedicato alle visite interne. Assieme all’Associazione Antigone, ad AltroDiritto, alla Garante Michelini, all’assessora regionale Nardini, al sindaco Biffoni e alla consigliera regionale Logli, una delegazione della quale ha fatto parte anche Sara per la Camera Penale ha effettuato una visita ad alcune sezioni.
Il quadro emergente dalla visita è apparso subito allarmante: ad oggi la Dogaia conta 633 detenuti, a fronte di una capienza di molto inferiore (537). Se si considera però che la Seconda Sezione risulta chiusa per ristrutturazione (25 camere di pernottamento, quindi 52 posti da non conteggiare sulla capienza), allora il tasso di sovraffollamento della Media Sicurezza sale al 160%, ben oltre il tasso riscontrato a livello regionale e nazionale.
Il carcere presenta importanti carenze di organico nella Polizia Penitenziaria, oltre ai già noti problemi strutturali. La situazione della detenzione è di livello emergenziale: camere detentive che dovrebbero ospitare un massimo di 2 detenuti ne ospitano 4, sezioni infestate da scarafaggi e cimici dei letti. Dietro l’ufficio matricola è presente una sezione filtro, costituita da camere di pernottamento con letti in cemento (le prime due) e altre con brande di fortuna. Spesso i nuovi giunti hanno necessità di esservi accolti per mancanza di altri posti letto. Prato, infatti, risulta l’unica Casa Circondariale “ricevente” in questo momento: gli arrestati dei circondari vicini (Firenze, Lucca, Pistoia…) vengono fatti confluire alla Dogaia, complice anche la chiusura delle sezioni di Sollicciano.
Nella serata di martedì 14 abbiamo partecipato insieme all’incontro al Circolo Quinto Martini: la serata è stata un momento di riflessione aperto alla cittadinanza. È stata altresì teatro di realtà che si incontrano e che tentano di fare rete, mettendo al centro il percorso interno dei detenuti, che devono essere accompagnati - e rieducati - all’esterno. È auspicabile, infatti, il coinvolgimento di imprenditori e artigiani - oltre a quello del già presente e importantissimo mondo del volontariato - affinché si possano avviare progetti esterni di risocializzazione dei reclusi. Il 31 luglio 2026 abbiamo fatto, di nuovo insieme, nuovamente accesso alla Dogaia, visitando le sezioni VII, VIII, IX e X dell’Istituto. Quello che abbiamo visto è allarmante: la Settima Sezione - dedicata ai sex offenders e agli ex appartenenti alle forze dell’ordine - ha visto aumentare notevolmente il tasso di sovraffollamento, tanto che in molte camere di pernottamento (strutturate per ospitare un massimo di due detenuti) è stato installato il quarto letto.
In una delle camere, peraltro, il materasso è posizionato a terra. I detenuti lamentano il sovraffollamento, reso ancor più insopportabile dalla temperatura percepita all’interno delle camere di pernottamento, nonostante l’installazione di ventilatori. L’Ottava Sezione è quella a trattamento intensificato: vi sono ristretti i lavoranti, i detenuti con fine pena lunghi e, in generale, quei detenuti che hanno dato prova di una concreta riabilitazione.
In questa sezione non vi sono problemi di cimici dei letti come in altre sezioni dell’Istituto e i detenuti sono ristretti in numero di due per camera di pernottamento. Ci teniamo personalmente a dare spazio alla notizia che nella sezione è nato il progetto dell’associazione Men Evolution, composta da cinque padri fondatori, di cui quattro ormai in libertà e uno ancora detenuto. Il progetto è un unicum nel territorio italiano: un’associazione fondata dai detenuti per i detenuti, al fine di realizzare progetti di reinserimento nella società e di conoscenza delle condotte devianti.
La Nona e la Decima Sezione sono dedicate ai detenuti di Alta Sicurezza. Le camere di pernottamento dovrebbero ospitare 2 detenuti, ma spesso sono reclusi in numero di 3. In una camera detentiva, peraltro, è montata la terza branda a castello, molto pericolosa per la sicurezza. Quello che abbiamo percepito è un clima di forte tensione: detenuti che, più che persone, ci sono sembrati sardine in una scatola; un luogo in cui la Polizia Penitenziaria lavora con turni massacranti per carenza di personale, in condizioni inaccettabili. Il bilancio del mese di luglio è preoccupante e negativo: Prato è una polveriera pronta ad esplodere, e noi continueremo a raccontarvelo per sensibilizzare l’opinione pubblica. Continueremo a scrivere per dare voce a chi, perché DENTRO, voce non ha. Perché DENTRO deve diventare un po’ più “fuori”, anche grazie alla nostra penna.









