firenzedintorni.it, 3 settembre 2026
“Sicurezza e sanità penitenziaria devono procedere insieme”. Così, in una nota, la Federazione Ciisa Penitenziari secondo cui: “Le criticità emerse durante la visita istituzionale dell’assessora regionale alla sanità Monia Monni presso la casa circondariale di Prato - Dogaia riportano al centro dell’attenzione un tema che la Federazione Ciisa Penitenziari ritiene prioritario: la sicurezza connessa all’assistenza sanitaria delle persone detenute e ai trasferimenti presso le strutture ospedaliere”. Durante la visita è stata evidenziata la complessità della situazione della Dogaia, dove sono presenti circa 630 detenuti e oltre 200 operatori del sistema sanitario. Sono state inoltre evidenziate criticità relative agli spazi sanitari e alla sicurezza degli operatori, mentre la Regione ha indicato nella formazione, nella telemedicina e nel potenziamento delle prestazioni sanitarie interne alcuni degli strumenti per ridurre, quando possibile, gli accessi al pronto soccorso - prosegue la Federazione.
La media indicata è di circa un trasferimento al giorno”. La Ciisa Penitenziari “pur non avendo partecipato alla visita istituzionale, ritiene importante che queste problematiche siano state portate all’attenzione pubblica e istituzionale”. “È positivo che venga riconosciuta la necessità di conciliare il diritto alla salute dei detenuti con la sicurezza degli operatori - dichiara il segretario generale della Federazione Ciisa Penitenziari, Romeo Chierchia. Ma adesso occorre trasformare questa consapevolezza in interventi concreti e strutturali”.
“Quando un detenuto deve essere accompagnato in ospedale - prosegue Chierchia - non siamo più soltanto nell’ambito di una prestazione sanitaria. Entrano contemporaneamente in gioco la sicurezza del detenuto, degli operatori sanitari, degli appartenenti alla polizia penitenziaria, degli altri pazienti e di tutte le persone presenti nella struttura ospedaliera. Per questo è necessario intervenire prima che la situazione diventi emergenziale”. La Federazione “ritiene quindi necessario un confronto istituzionale finalizzato alla definizione di protocolli uniformi e realmente operativi per la gestione dei trasferimenti sanitari dei detenuti”.









