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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 28 febbraio 2024

L’uomo era stato da poco trasferito. Secondo suicidio in un istituto toscano nel 2024. Un detenuto di 45 anni si è tolto la vita nel carcere della Dogaia di Prato. L’uomo si è impiccato alle sbarre della finestra con una corda che ha costruito con i materiali che si trovavano nella propria cella. Quando gli altri detenuti se ne sono accorti, hanno dato l’allarme ma per la vittima, un nordafricano, non c’era già più nulla da fare. Da poco il detenuto era stato trasferito a Prato da un altro istituto penitenziario: secondo le informazioni raccolte si trovava nella prima sezione del carcere, quella che ospita i detenuti per reati comuni, definito “reparto di media sicurezza”. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza e autolesionismo per l’istituto pratese, da tempo ormai senza un direttore titolare e un comandante effettivo, una situazione che alcuni dei sindacati del personale di polizia giudiziaria giudicano “in sostanza di abbandono completo da parte dai vertici dell’amministrazione penitenziaria”.

“Nonostante sia intervenuto anche il Prefetto, la situazione non pare migliorare” ha detto il segretario territoriale della Uil Polizia Penitenziaria Ivan Bindo, che poi ha aggiunto: “Continuiamo sempre ad informare chiunque di ciò che avviene all’interno della Casa Circondariale. Il poco personale in servizio è ormai allo stremo”. Circa due settimane fa l’ultimo episodio d’allarme, in cui era rimasto coinvolto il padre di Kata, la bambina peruviana di 5 anni scomparsa il 10 giugno scorso dall’ex hotel Astor di Firenze. L’uomo, in carcere in seguito a una condanna per furto e uso indebito di carte di credito, assieme a due compagni di cella - anche loro peruviani - aveva denunciato di essere stato aggredito da quattro detenuti nordafricani.

Per dimensioni, il carcere di Prato è il secondo istituto penitenziario della Toscana. Benché non si registri una situazione di sovraffollamento, le condizioni cambiano sensibilmente da sezione a sezione, come spiega l’osservatorio dell’associazione Antigone. I problemi non mancano. Sono attualmente recluse 571 persone: esattamente la metà di loro è straniera. A fine dicembre del 2023, si sono verificati un ennesimo suicidio e un’aggressione a un magistrato di sorveglianza, oltre a numerose risse, con circa 200 casi di autolesionismo l’anno, e - sempre secondo Antigone - non sarebbe garantita l’acqua calda in tutte le celle. Oggi alle 10 ci sarà un presidio a cui parteciperà anche la Camera Penale di Prato davanti al carcere di Prato per chiedere attenzione sulle condizioni dell’istituto. Da inizio anno si sono suicidate nelle carceri italiane 21 persone. L’ultimo episodio in Toscana risale a pochi giorni fa, quanto un recluso italiano di 64 anni si è tolto la vita nel carcere Don Bosco di Pisa.