di Giovanni Fiorentino
firenzetoday.it, 23 novembre 2024
La deputata di Forza Italia punta il dito contro le problematiche della struttura. “Ho visto una situazione sicuramente difficile e complessa, ma non così drammatica come qualcuno vuol fare credere. A mio avviso, il problema principale del carcere di Prato, come già avevo denunciato ad agosto, è la pianta organica: mancano dipendenti e figure apicali. Lo scorso settembre ho consegnato una relazione al viceministro Francesco Paolo Sisto. E dopo il consiglio comunale, solleciterò altri interventi risolutivi”. È il pensiero della deputata Erica Mazzetti, al termine della visita effettuata nelle scorse ore all’interno del penitenziario di via Montagnola, a margine della quale ha preannunciato per il carcere di Maliseti un intervento da mezzo milione di euro che riguarderà l’efficientamento energetico della struttura e il rifacimento delle docce (sulla base di una delle carenze evidenziate).
Un sopralluogo arrivato a qualche giorno di distanza da quello effettuato dal presidente della Provincia Simone Calamai e dalla consigliera provinciale Federica Palanghi, con Calamai che aveva puntato il dito contro il sovraffollamento e lanciato al governo e al Ministero l’appello per “una progettazione specifica sulla Casa circondariale di Prato, perché si possano creare sia per gli agenti che per i detenuti le condizioni di sicurezza e benessere per lavorare al meglio”.
La situazione della casa circondariale sarà oggetto di una seduta del consiglio comunale, alla sarà presente anche la stessa parlamentare: Partito Democratico, La forza del noi, Questa è Prato, Sinistra Unita Prato, Movimento 5 Stelle per la maggioranza e Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno presentato una mozione per la costituzione della “consulta del carcere”, mentre i soli gruppi di maggioranza hanno protocollato un ordine del giorno sulle condizioni dell’immobile.
Del resto, la Dogaia è più volte tornata alla ribalta delle cronache negli ultimi mesi a causa dei quattro detenuti suicidatisi in questo 2024, nonché motivo di scontro politico fra centrodestra e centrosinistra ad ogni livello.
L’ultimo episodio in ordine cronologico risale allo scorso mese, quando un detenuto di cinquant’anni si è tolto la vita impiccandosi nella propria cella. “La situazione è certamente difficile, nessuno lo nega. Così come il tema dei suicidi è un problema grave, ma che non deve essere usato come demagogia. Ho visitato anche le carceri di Pistoia e Firenze, ma è Prato ad avere il maggior numero di detenuti: circa 600, di cui oltre il 60% stranieri - ha aggiunto Mazzetti - posso confermare che il personale fa il massimo e cerca di ascoltare e sostenere tutti, cercando di assecondare le richieste. La criticità maggiore riguarda tuttavia il sottodimensionamento: la pianta organica è di circa 220 unità, quando dovrebbe essere di 260. Il direttore del penitenziario dovrebbe inoltre disporre di due vice-direttori, che ad oggi mancano. E poi c’è la guardia penitenziaria: c’è un comandante, ma mancano tre vice. Ed è su questo aspetto che è necessario puntare”.
La deputata forzista si è focalizzata anche su alcune problematiche dell’impianto. Cominciando dall’operazione di efficientamento, da attuare tramite un fondo nazionale voluto dal ministero della Giustizia. “Altro aspetto su cui intervenire sono gli impianti, principalmente le docce, che in un reparto perdono molta acqua, e il riscaldamento. È stato approvato autorizzato dal Ministero un finanziamento di circa 500mila euro - ha confermato, non risparmiando una “stoccata” al PD - di recente si è aggiunto il problema delle cimici, portate a quanto pare da un detenuto proveniente da Sollicciano. Questi sono i punti su cui battersi e su cui chiedere un impegno a tutte le Istituzioni. In questi mesi ho visitato anche altre carceri, come Sollicciano e posso confermare quanto detto la scorsa estate: Prato, per le risorse e per l’organico a disposizione, fa molto, fa anche troppo. E credo che non abbia senso fare propaganda ideologica ed allarmistica”.










