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di Silvia Bini

La Nazione, 3 luglio 2026

Rodriguez Matute è stato trovato senza vita all’alba di mercoledì in cella. Quel giorno era atteso in procura per chiarire un presunto episodio di percosse. L’avvocato: “Avevo fatto richiesta della cartella clinica, aspettiamo le indagini”. L’ultima risposta arriverà dall’autopsia. È fissato per domani mattina alle 8, nel reparto di Anatomia patologica dell’ospedale di Pistoia, l’esame che dovrà chiarire le cause della morte di Dennis Antonio Rodriguez Matute, il detenuto honduregno di 26 anni trovato senza vita all’alba di mercoledì nella cella della Dogaia dove era rinchiuso dallo scorso 12 maggio. La famiglia ha deciso di nominare un consulente tecnico di parte, che assisterà agli accertamenti disposti dalla Procura, mentre al momento non è stata presentata alcuna denuncia. La scelta, spiega il legale Simone Valenti, è quella di attendere l’esito degli esami prima di valutare eventuali iniziative.

“Stiamo aspettando l’autopsia fissata per sabato mattina alle 8. È stato nominato un perito di parte - spiega l’avvocato Valenti -. Al momento la famiglia non ha presentato alcuna denuncia perché è necessario capire cosa abbia provocato il decesso, se si sia trattato di una morte naturale oppure dovuta ad altri fattori. Sarà l’esame autoptico a fare chiarezza”. Dopo la morte del giovane è stato aperto un fascicolo per il reato di morte come conseguenza di altro delitto. Un’ipotesi tecnica che consentirà alla Procura di approfondire ogni aspetto della vicenda, senza escludere alcuna pista. Gli esami autoptici e tossicologici dovranno stabilire se il decesso sia stato provocato da un malore naturale o se abbiano inciso altre cause.

Proprio nelle ore in cui è stato trovato morto, Rodriguez Matute avrebbe dovuto essere ascoltato dal pubblico ministero. La convocazione era legata alle dichiarazioni rese dal detenuto sulle presunte violenze subite durante l’arresto. “Già dai referti redatti al momento dell’ingresso risultavano alcune lesioni - spiega Valenti - ed è anche per questo che il pubblico ministero aveva disposto l’interrogatorio”. Sarebbe stato lo stesso 26enne a denunciare di aver ricevuto delle botte nelle fasi dell’arresto.

Un capitolo sul quale gli inquirenti stanno raccogliendo tutta la documentazione sanitaria. La cartella clinica del carcere è stata sequestrata. “Martedì avevo presentato richiesta per ottenerne copia - aggiunge il difensore -. In quell’occasione abbiamo parlato delle cure che stava ricevendo in carcere. Mi aveva raccontato che, nell’ultimo mese in carcere, gli erano stati somministrati soltanto cibi morbidi perché appunto aveva una frattura della mandibola. Questo fatto certificherebbe un percorso terapeutico con cibi morbidi”. Anche questo elemento sarà valutato nell’ambito degli accertamenti. Così come saranno esaminati gli esiti delle analisi tossicologiche. Rodriguez Matute era stato seguito dal Serd in passato per problemi di tossicodipendenza.

“Mi aveva riferito che da tempo non faceva più uso di droghe - conclude Valenti - ma saranno gli esami a stabilire con certezza se vi sia stata o meno un’assunzione di sostanze”. Per la famiglia, adesso, è il momento dell’attesa. Nessuna iniziativa giudiziaria prima di conoscere il risultato dell’autopsia. Sarà l’esame disposto dalla Procura a fornire le prime risposte su una morte che continua a sollevare interrogativi e polemiche, mentre proseguono le indagini sulla vicenda.