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di Giorgio Bernardini

Corriere Fiorentino, 5 luglio 2026

Si è conclusa l’autopsia sul cadavere di Rodriguez Matute, 26 anni, detenuto nel carcere della Dogaia trovato senza vita nella sua cella. L’overdose di sostanze stupefacenti, a quanto si apprende da fonti investigative, è la più probabile delle ipotesi per la causa di morte. Si è conclusa l’autopsia sul cadavere di Rodriguez Matute, 26 anni, detenuto nel carcere della Dogaia trovato senza vita all’alba di martedì scorso nella cella che divideva con altri due detenuti. La sua morte era avvenuta poche ore prima di un’audizione fissata in Procura sulle presunte violenze che Mateute sosteneva di aver subito durante il suo arresto. 

Il giovane, cresciuto a Prato, era stato arrestato il 12 maggio insieme a un sedicenne italiano con l’accusa di aver tentato di uccidere un cameriere, Iacopo Cerbai, durante una violenta aggressione avvenuta nel centro di Prato. Dopo l’arresto gli era stata diagnosticata una frattura della mandibola. Ai medici aveva riferito che quella lesione era stata provocata dalle botte ricevute durante le fasi dell’arresto da parte di appartenenti alle forze dell’ordine. La circostanza era stata trasmessa alla Procura, che aveva convocato l’honduregno per ascoltarlo. 

L’autopsia eseguita a Pistoia da Luciana Sonnellini avrebbe indicato nell’overdose da stupefacenti la possibile causa del decesso. La Procura di Prato aveva aperto sul caso un fascicolo di indagine per morte in conseguenza di altro reato. L’avvocato di Matute, Simone Valenti, ha spiegato di essere “in attesa degli esami tossicologici e istologici disposti per comprendere sino in fondo le cause”. Per questi risultati ci vorranno almeno trenta giorni.