di Giorgio Bernardini e Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 4 aprile 2025
Il procuratore capo di Prato scrive al sindaco e al ministro sulle condizioni drammatiche del tribunale nel giorno della visita della commissione antimafia: “In questo stato va chiuso”. E spunta il cartello all’ingresso. “Il palazzo di giustizia non è a norma. O si interviene subito con i lavori necessari o è necessario chiuderlo e cercare un’altra sede”. La lettera inviata al ministro della giustizia, al sindaco di Prato, al Provveditore alle opere pubbliche, porta la firma del procuratore di Prato Luca Tescaroli e della presidente del tribunale facente funzioni Lucia Schiaretti e suona come un vero e proprio ultimatum a fronte di una situazione ogni giorno sempre più drammatica, oltre che incompatibile con un luogo destinato all’amministrazione della giustizia.
Così ieri mattina, 3 aprile, ben pochi dei frequentatori della struttura di piazzale Falcone e Borsellino, hanno sgranato gli occhi di fronte a quello che il cartello annunciava: “Si avvisa l’utenza che il Palazzo di Giustizia non è sicuro sotto vari profili e chi vi accede si assume conseguentemente tutti i rischi”. Una comunicazione sintetica, priva di firma o timbro ufficiale, che arriva dopo anni di appelli e discussioni. Molte interrogazioni, tante promesse, qualche passerella e un disagio che cresce ogni giorno. Un secondo avviso, collocato al terzo piano, proprio quello che ospita la Procura, segnala addirittura un “divieto di accesso per pericolo di crollo e effettuazione di lavori di contenimento di detto pericolo”.
Poco dopo l’affissione, il cartello all’ingresso è stato invece rimosso, ma la sua comparsa ha alimentato interrogativi sulla sicurezza degli ambienti e sulle eventuali ripercussioni sulle attività giudiziarie. Alcuni legali hanno ipotizzato la richiesta di rinvio delle udienze per motivi di sicurezza, chiedendo chiarimenti in merito a eventuali ordini di servizio ufficiali. Del resto il campionario delle difficoltà è variegato e si può toccare con mano ad ogni passo: infiltrazioni d’acqua, quattro ascensori sempre fuori uso, arredi degradati, crepe, bagni spesso inutilizzabili e persino topi nei controsoffitti che nei scorsi mesi hanno compromesso l’alimentazione elettrica. Dopo quell’episodio il procuratore capo Luca Tescaroli, arrivato la scorsa estate a Prato, aveva aperto un’inchiesta sulle condizioni della struttura, valutando anche la possibilità di procedere a un sequestro degli stessi uffici in cui i magistrati portano avanti le indagini.
Numerosi sopralluoghi sono stati effettuati dai tecnici della Asl e dai vigili del fuoco. Il 14 marzo, giorno dell’alluvione, nell’archivio l’acqua era arrivata ad un’altezza di 4 centimetri. Il 19 e il 20 marzo c’è stato un nuovo sopralluogo dei vigili del fuoco per verificare il cedimento del sistema di ancoraggio delle controsoffittature, con distacchi delle doghe metalliche. Alcuni controsoffitti in cartongesso sono stati rimossi perché danneggiati dalle infiltrazioni di acqua. I vigili del fuoco negli archivi hanno rilevato “carenza di impermeabilizzazione e carenza di sistemi di raccolta delle acque piovane”.
Inoltre le griglie di raccolta delle acque erano completamente occluse da fanghi, foglie e rifiuti. Problemi, hanno spiegato i vigili del fuoco, “presenti da tempo e il mancato intervento comporterà un progressivo ammaloramento del cemento armato fino a compromettere la stabilità strutturale. L’acqua sui componenti elettrici inoltre aumenta il rischio di incendi vista anche la presenza di ingenti quantità di materiale cartaceo, dai faldoni alle tessere elettorali”. Chiusi quindi gli ambienti che presentano rischio di caduta delle doghe metalliche, chiuso l’archivio e interdetta una porzione dell’autorimessa dove vengono parcheggiate le moto.
Nel frattempo, all’esterno dell’edificio proseguono - seppur con estrema lentezza - i lavori per la riorganizzazione degli spazi, con la costruzione di una terza scala di sicurezza e l’installazione di una postazione per i controlli con metal detector. Intanto oggi la commissione parlamentare antimafia farà tappa per la prima volta a Prato.











