di Stefano De Biase
La Nazione, 16 novembre 2020
In un giorno raccolte oltre 300 firme. Tra i promotori l'ex presidente del quartiere ovest Giovanni Mosca. Un parcheggio per il carcere della Dogaia. È la richiesta contenuta in una petizione promossa dalle centinaia di persone che ogni giorno frequentano per motivi di lavoro la casa circondariale di Maliseti.
In sole quattro ore (è stato organizzato tutto in un unico pomeriggio proprio in virtù delle restrizioni anti-contagio) sono state 332 le firme raccolte dai promotori dell'iniziativa, fra i quali figura anche l'ex presidente della Circoscrizione Ovest, Giovanni Mosca.
La mancanza di un parcheggio dedicato al carcere è ormai un problema che il secondo istituto penitenziario della Toscana si porta avanti fin dalla sua apertura, ben 34 anni fa. Chi lavora alla Dogaia è costretto a lasciare l'auto ai lati della carreggiata fra fango e buche. E qualcuno a volte ostruisce anche l'accesso alla ciclabile.
"Alla Casa circondariale di Prato lavorano circa 350 persone fra agenti di polizia penitenziaria e comparto ministeriale - dice Giovanni Mosca. A questi si aggiungono il personale sanitario, gli insegnanti, gli avvocati e i soggetti che per vari motivi entrano nella struttura. Di fatto sono presenti circa 500 persone al giorno nel carcere. Possibile che non possano contare su un parcheggio pubblico?".
Secondo i promotori della petizione, che chiede al sindaco di attivarsi per trovare una soluzione al problema, ci sarebbero due aree dove potere realizzare il parcheggio. La prima accanto agli alloggi demaniali, l'altra nella parte finale di via la Montagnola. Prima di tutto però servono gli espropri e un progetto di massima. "Per finanziare l'intervento si potrebbe chiedere anche l'aiuto economico del ministero - aggiunge Mosca. D'altronde dovrebbe essere interesse anche degli uffici romani dare risposta a questa istituto. Però, prima di muoversi con Roma, è imprescindibile avere un progetto di massima. Un'altra soluzione, invece, potrebbe essere quella del project financing. Ma in ogni caso è necessario che si muova la politica".
Nel testo della petizione si ricorda anche la mancanza di servizi a supporto del carcere. Come, ad esempio, l'assenza della fermata dell'autobus, che costringe molti parenti dei detenuti ad arrivare in taxi alla Dogaia nei giorni delle visite.
"Già nel 2018 il consiglio comunale approvò all'unanimità una mozione per chiedere un parcheggio per il carcere - sottolineano alcuni agenti di polizia penitenziaria in servizio a Prato - Quell'atto però è rimasto lettera morta. Poi, a ogni campagna elettorale, politici di tutti i colori fanno passerella alla Dogaia e promettono di impegnarsi per realizzare il parcheggio. Finora però abbiamo ascoltato solo promesse e non abbiamo visto dei fatti concreti".











