La Nazione, 30 maggio 2026
Quattro detenuti rinviati a giudizio dal Gip per violenza sessuale e tortura. I fatti sono avvenuti tutti nel carcere “La Dogaia” negli ultimi anni e testimoniano il clima di violenza che caratterizza l’istituto. Il procuratore capo Luca Tescaroli ha reso note le decisioni del Gip. Il primo caso riguarda un cittadino marocchino di 39 anni che ha torturato un detenuto italiano nativo di Pagani (in provincia di Salerno) di 47 anni, provocandogli acute sofferenze fisiche e un trauma psichico: l’uomo veniva svegliato di notte con il pretesto che russava, percosso abitualmente, bruciandogli le foto dei familiari, minacciandolo e offendendolo, rovesciandogli addosso il bidone della spazzatura, costringendolo a subire violenza sessuale e umiliazioni.
Il detenuto, alla fine di queste ripetute violenze, ha riportato la tumefazione del setto nasale con escoriazione alla narice destra, al padiglione auricolare e all’emitorace destro, giudicate guaribili in prima battuta in 10 giorni. Il processo per il detenuto marocchino inizierà il prossimo 13 luglio.
Il secondo episodio vede protagonisti altri due detenuti, rispettivamente, di 37 anni di Salerno e di 48 anni Marcianise, che hanno torturato un detenuto omossessuale, tossicodipendente alla prima esperienza carceraria, sottoponendolo a violenza sessuale di gruppo nell’arco temporale compreso tra il 12 e il 14 gennaio 2020, all’interno della camera detentiva 111 della quinta sezione, ove tutti erano ‘ristretti’. L’uomo è stato picchiato con schiaffi, pugni su braccia e spalle e ginocchiate all’addome e alla schiena, offeso verbalmente e sottoposto a violenza sessuale, a turno, quando gli agenti di polizia penitenziaria non erano nell’area. Le violenze fisiche sono andate avanti per giorni sino a colpirlo con mazze di legno sulle braccia e sulle gambe e persino con una pentola rovente sulla testa. Il detenuto ha riportato gravi lesioni, fra le quali, la frattura composta della sesta costola destra, lividi ed ematomi su più parti del corpo, lacerazione del canale anale e seri problemi psicologici con sintomatologia perdurata per quattro mesi dai fatti. L’udienza è fissata per il prossimo 10 luglio.
La terza vicenda fa riferimento ad un’altra brutale violenza sessuale posta in essere, a più riprese, nel settembre 2023 da parte di un detenuto di nazionalità brasiliana di 33 anni, nei confronti del compagno di cella, anche lui 33enne, di nazionalità pachistana. Secondo l’ipotesi formulata dalla Procura e condivisa dal Gip, in due occasioni, l’autore, dopo aver svegliato la vittima con un calcio in faccia, gli intimava di tacere, l’afferrava per il collo con la minaccia di tagliarle la gola con un rasoio e lo violentava. Il dibattimento inizierà il 23 ottobre 2026. Fondamentale, si è rivelato in tutti i casi il coraggio di denunciare gli aggressori.









