Il Dubbio, 9 ottobre 2025
Rieducare e risocializzare i condannati. Lo chiede la Costituzione. Che lega l’imperativo alle condizioni di umanità in cui dev’essere scontata la pena. Ma senza il secondo dei due pilastri, rischia di franare il primo. È una delle contraddizioni intorno alle quali probabilmente ruoterà, sabato prossimo a Brescia, il dibattito organizzato per l’edizione 2025, la diciottesima, del “Premio Carlo Castelli”. L’evento promosso dalla “Società di San Vincenzo de Paoli Odv Settore Carcere e devianza” è in programma a partire dalle 10 presso il Teatro Sant’Afra di Brescia (vicolo dell’Ortaglia 6) e si aprirà con l’intervento di Gherardo Colombo, una figura centrale nel dibattito sul sistema penitenziario e sul concetto di “pena” nel nostro Paese.
Dopo l’introduzione del giurista, scrittore ed ex pm di Mani pulite, si aprirà il confronto a cui prenderanno parte don Gino Rigoldi, già cappellano dell’istituto Penale “Cesare Beccaria” di Milano; il professor Carlo Alberto Romano, prorettore per l’Impegno sociale per il territorio presso l’Università degli Studi di Brescia; Luisa Ravagnani, docente di Criminologia penitenziaria e Giustizia riparativa presso l’ateneo bresciano; e Mauro Ricca, Garante dei Diritti dell’infanzia e adolescenza per il Comune di Brescia.
L’ingresso per assistere all’evento sarà libero, in ogni caso la Società di San Vincenzo de Paoli suggerisce di prenotare al numero 06 6796989. La scelta di svolgere un dibattito sul “distacco dal reato” che il sistema deve consentire alle persone riconosciute colpevoli è, per la città di Brescia, di particolare significato, considerate le condizioni della casa circondariale di Canton Mombello, afflitta da uno dei più alti tassi di sovraffollamento d’Italia.











