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di Liana Milella

La Repubblica, 26 ottobre 2023

Scompare il lodo Sisto, vince l’alleanza tra Bongiorno e Delmastro. Ok anche da FI. Stop per 24 mesi in primo grado e in Appello per i condannati. Il relatore Costa di Azione ottiene che l’imputato assolto in secondo grado recuperi il tempo della sospensione. Prescrizione sospesa del doppio per i delitti contro le donne. E stop al processo per 24 mesi, sia in Appello che in Cassazione per i condannati. La maggioranza ha chiuso l’accordo sulla prescrizione. Con un nuovo testo, che, come precisano le fonti di governo, ha veste autonoma rispetto sia alla versione dell’ex Guardasigilli Orlando del 2017, sia della proposta Lattanzi del 2021.

L’emendamento da via Arenula ha appena preso la strada della commissione Giustizia della Camera, dove ad attenderlo c’è non solo il presidente della commissione Giustizia, il meloniano Ciro Maschio, ma anche il relatore Enrico Costa di Azione. Che condivide la nuova proposta e ottiene anche un’ulteriore deroga per chi viene assolto in Appello, per lui sarà possibile recuperare ai fini della prescrizione anche il tempo in cui è stata sospesa in primo grado.

Politicamente vince l’asse tra Fratelli d’Italia e la Lega, l’intesa tra la responsabile Giustizia del Carroccio Giulia Bongiorno e il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove di FdI, contro il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto il cui lodo - prescrizione sospesa solo in Cassazione - finisce nel cestino, nonostante un forte battage mediatico. Ma anche Forza Italia condivide il nuovo testo.

Per la prima volta - nella querelle sulla prescrizione - c’è un trattamento speciale per i reati contro le donne. Perché - su proposta di Bongiorno - la novità consiste nel prevedere un allungamento del tempo di prescrizione per i reati di particolare allarme sociale, quelli della violenza domestica. Per queste ipotesi il tempo della prescrizione viene raddoppiato rispetto a quello ordinario. La violenza di genere viene pertanto equiparata, sotto questo punto di vista, ai reati di corruzione e ad altri reati gravi contro la pubblica amministrazione. Il risultato, quindi, è quello di raddoppiare la sospensione - da 24 a 48 mesi - che incide direttamente sul tempo complessivo.

In tre pagine è contenuto l’accordo che prevede innanzitutto la nascita di un nuovo articolo del codice penale che segue al 159, che attualmente regola la prescrizione, e che si chiamerà 159 bis. La sospensione in Appello e in Cassazione passa a 24 mesi, che vengono calcolati a partire dal deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado. E qui c’è la deroga per chi viene condannato in primo grado ma poi assolto, perché, come ha chiesto il relatore Costa, in questo caso l’ex condannato ormai assolto recupera complessivamente il tempo della prescrizione, acquistando quindi una sorta di bonus visto l’andamento processuale che risulta a suo favore.

A firmare il testo dell’accordo, che è stato stipulato in via Arenula, sarà il Guardasigilli Carlo Nordio, che in questo modo mette una sorta di cappello su un’iniziativa tutta parlamentare, partita dalle quattro proposte sulla prescrizione depositate in commissione Giustizia alla Camera, a partire da quelle di Costa e del vice presidente della commissione Giustizia Pietro Pittalis di Forza Italia.