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di Ilaria Proietti


Il Fatto Quotidiano, 29 novembre 2019

 

Prescrizione. Ieri non è passata la "procedura d'urgenza" per il ddl Costa (FI) che blocca la riforma Bonafede: ma il 3 dicembre ci sarà il voto alla Camera Il deputato di Forza Italia Enrico Costa è una furia, ma sa di aver già incassato una piccola vittoria.

Perché ieri - sebbene la capigruppo di Montecitorio abbia bocciato la sua proposta di far approdare in aula con massima urgenza il ddl che cancella lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado che entrerà in vigore a gennaio - Costa, dicevamo, è riuscito a mettere nell'angolo il Pd. Che avrebbe voluto come gli azzurri far slittare, se non cancellare del tutto, le nuove norme della legge Bonafede, ma invece ora è appeso alla promessa del Movimento 5 Stelle di trovare rapidamente la quadra su una serie di accorgimenti tecnici che garantiscano tempi certi al proce sso penale.

Il premier Conte ieri è stato ottimista rimettendo di nuovo il sereno in casa dem: "Non ci sono posizioni inconciliabili: stiamo riflettendo su un pacchetto di misure che garantiscano laragionevole durata dei processi senza dire che ilprocesso si estingue" ha detto rassicurando quanti nel Pd si erano rimessi sugli scudi a sentir parlare in mattinata Luigi Di Maio.

Che sulla questione dellaprescrizione ha tagliato corto: "La verità è che la legge c'è già, entra in vigore il 1 gennaio e fa in modo che non ci siano furbetti impuniti che la fanno franca". Dimenticando di dire quello che i dem si aspettavano finalmente di sentire, ossia che per la maggioranza è prioritario occuparsi anche che i processi non vadano troppo per le lunghe. Il capo pentastellato, complici i suoi attacchi a Matteo Renzi per la vicenda Open, invece ha addirittura mandato la colazione ditraverso a Davide Faraone di Italia Viva.

"Dietro la definizione di furbetto affibbiata a chi beneficia della prescrizione, infatti, c'è un mondo: la totale ignoranza del dettato costituzionale, lo sloganismo senza significato, l'idea forcaiola per cui chiunque sia sottoposto a un procedimento siacolpevole a prescindere e debba, perciò, essere sottoposto a un processo senza fine".

Se l'offesa in realtà cela la promessa di dare battaglia contro l'entrata in vigore delle nuove norme sulla prescrizione, con la creaturarenziana al fianco di Forza Italia e Lega, è presto ancora per dirlo. Per questo per ora prevale in seno alla maggioranza la sensazione che per varare almeno una bozza della delega per riformare il processo penale non si debba attendere oltre l'Immacolata.

Chi per conto di Zingaretti si occupa di Giustizia già una ventina di giorni fa aveva sottoposto al ministro Bonafede una serie di proposte su cui ci sono stati confronti apalazzo Chigi e pure alla Camera, ma che non sono stati risolutivi, per usare un eufemismo. Perché la questione ha fatto traballare il governo e dopo ogni incontro i toni si facevano più aspri in seno all'alleanza giallorossa.

Poi però ci sono stati moltisegnali difumonelleultime 24-36 ore, tanto che più d'uno in casa 5 Stelle ha lasciato intendere che si era vicini a un accordo. E che il governo non rischiava certo a causa di questo tema. E pure dal Pd era stata accolta con favore la mediazione raggiunta al Mef per rivedere alcune le pene previste dal decreto fiscale: un ammorbidimento da parte dei 5 Stelle a cui i dem hanno risposto abbassando le armi sulla prescrizione: e infatti, nonostante avessero lasciato trapelare la minaccia, non si sono accodati allarichiesta di Forza Italia per esaminare subito il ddl Costa che sterilizzale norme che entrano in vigore a gennaio.

Anche a costo di dover affrontare il prossimo 3 dicembre un dibattito in aula in cui al partito di Zingaretti, l'opposizione dei forzisti e di tutto il centrodestra rinfaccerà di "strisciare sotto i piedi di Bonafede", per dirla con il capogruppo azzurro in commissione Giustizia, Enrico Costa che si prepara a dare battaglia anche nell'emiciclo di Montecitorio.