sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giacomo Salvini

Il Fatto Quotidiano, 28 giugno 2026

“Decideranno i leader...”. Allarga le braccia il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, nel salone Garibaldi del Senato, incrociando il suo collega di maggioranza Pierantonio Zanettin. Una cosa però è certa, continua il sostituto di Andrea Delmastro in via Arenula: “Prima di ottobre la riforma della prescrizione non si può fare: ci siamo impegnati con l’Unione europea a rispettare i target sulla riduzione dei tempi del processo penale con la vecchia legge Cartabia e adesso non possiamo cambiare le regole in corsa...”.

Insomma, tutto rinviato. Sulla giustizia, dopo il referendum perso del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere, la maggioranza è tornata di nuovo a scontrarsi: Forza Italia - su mandato della famiglia Berlusconi e con l’avvicinarsi della campagna elettorale - sta rilanciando tutte le battaglie garantiste, mentre Fratelli d’Italia frena consapevole dell’impopolarità delle riforme sulla materia dopo la sconfitta referendaria. A inizio giugno, su richiesta degli azzurri, i capigruppo di maggioranza si sono incontrati per un vertice al ministero della Giustizia in cui avevano discusso e litigato sull’iter delle principali riforme e avevano deciso che si sarebbero riaggiornati una settimana dopo. Incontro poi mai avvenuto perché annullato dal ministro Carlo Nordio e mai riconvocato.

Non si farà. Tutto è stato demandato a una trattativa interna al ministero della Giustizia con il viceministro azzurro Francesco Paolo Sisto che avrebbe scritto un emendamento per evitare di rendere retroattiva la riforma della prescrizione: secondo la norma transitoria, le nuove regole non si applicheranno ai procedimenti in corso ma solo a quelli successivi. Eppure, governo e Fratelli d’Italia non sembrano intenzionati a chiudere in tempi rapidi. Sia per una questione di iter parlamentare, sia soprattutto per una questione di impegni con l’Unione europea. L’Italia infatti si è impegnata con Bruxelles a ridurre del 25% i tempi dei processi penali entro il 30 giugno con la scadenza del piano prevista il 30 agosto.

Poi serviranno almeno due mesi di controlli da parte dei funzionari della Commissione e quindi tutto slitterà a ottobre. L’impegno è stato preso con le regole dell’improcedibilità della legge Cartabia (approvata nel 2021) e dunque la maggioranza non potrà cambiare in corsa le regole. In teoria, la maggioranza potrebbe approvare la nuova legge al Senato prima della pausa estiva (come vorrebbe Forza Italia) e poi fare la terza lettura alla Camera in autunno, anche se il calendario di Palazzo Madama è molto fitto tra legge elettorale e decreti da convertire. Ma tutto dipenderà anche dalla volontà politica di portare avanti la riforma.

Sisto sta scrivendo l’emendamento ma Balboni, suo collega di Fratelli d’Italia, è più cauto: “I tempi e i modi li decideranno i leader, a livello più alto”, spiega. Una cosa è certa: la premier Giorgia Meloni ha chiesto che non passi il messaggio di una sanatoria o di un salvacondotto per i procedimenti in corso. Eppure il rischio c’è e per questo gli alleati di Forza Italia frenano. Non è un caso che martedì scorso, quando Zanettin ha riproposto il tema della calendarizzazione della riforma della prescrizione in ufficio di presidenza, la presidente della commissione Giustizia del Senato leghista Giulia Bongiorno ha solo “preso atto” della richiesta senza darne seguito.

Più facile, invece, sarà il percorso della riforma che limita il sequestro degli smartphone. Dovrebbero essere accolti gli emendamenti voluti dalla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo (FdI) per escludere i reati di mafia e terrorismo, mentre è ancora in fase di trattativa la riforma delle intercettazioni: dopo la sua entrata in vigore, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo aveva scritto al ministro Nordio spiegando che con la legge molte inchieste sono a rischio. Melillo ha fatto un elenco di “reati spia” da escludere dalla norma: alcuni suggerimenti saranno accolti, altri no, spiegano fonti di governo.