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di Luca De Vito


La Repubblica, 4 febbraio 2022

 

La Cassazione accoglie il ricorso del pm contro la corte d'Appello di Milano: il complice di Battisti dovrà andare in carcere. Fu condannato per concorso morale nel delitto del maresciallo Santoro. Il 20 aprile ci sarà l'udienza per l'estradizione.

La pena inflitta a Luigi Bergamin non è prescritta. A deciderlo è stata la Corte di Cassazione che ha così tenuto il punto in quella che sembrava ormai una partita chiusa per la giustizia italiana, dopo che la Corte d'Assise d'Appello di Milano aveva dichiarato la pena estinta per avvenuta prescrizione: se quindi l'ideologo dei Pac (Proletari armati per il comunismo), condannato a 16 anni e 11 mesi per concorso morale nel delitto del maresciallo Antonio Santoro nel 1978, tornerà in Italia, dovrà scontarla.

Attualmente Bergamin, 73 anni, si trova in Francia dove lo scorso 21 aprile si era consegnato alle autorità con altri nove ex terroristi rossi per i quali Macron aveva avviato la procedura di estradizione. Bergamin era stato condannato in via definitiva nel 1991 oltre che per il delitto Santoro anche per quello dell'agente della Digos Andrea Campagna assassinato nel 1979, ma in questo secondo caso la pena si era già prescritta nel 2008. Adesso si attende l'udienza per l'estradizione, prevista il 20 aprile.

Il punto giuridico su cui si era annodata la questione, riguarda un'istanza presentata dalla pm Adriana Blasco al tribunale di sorveglianza lo scorso febbraio in cui si chiedeva la dichiarazione di "delinquente abituale" per Bergamin. Un escamotage per interrompere la prescrizione che sarebbe arrivata l'8 aprile. Accolta dal tribunale, la dichiarazione era arrivata il 30 marzo, troppo tardi secondo la corte d'Appello mancando i 15 giorni per l'impugnazione da parte della difesa di Bergamin. La corte d'Assise d'Appello milanese, presieduta da Ilio Mannucci Pacini, nel maggio del 2021 aveva quindi stabilito che erano "trascorsi non solo più di quarant'anni dai gravissimi fatti di reato per cui Bergamin è stato ritenuto responsabile, ma soprattutto più di trenta anni dall'irrevocabilità della pronuncia di condanna" ed era quindi "ormai decorso il termine massimo".

Proprio su questo punto la pm Blasco aveva fatto ricorso in Cassazione, che ieri ha dato ragione alla procura e annullato la prescrizione. "Loro hanno sempre detto di essere in guerra e i crimini di guerra, come sono gli omicidi dei terroristi, non si prescrivono - ha detto Maurizio Campagna, fratello di Andrea - Dunque ben venga questa decisione e ora che venga estradato e che sconti la pena".

I legali di Bergamin invece annunciano nuovi ricorsi alla corte Europea dei diritti dell'uomo.Per l'avvocato Giovanni Ceola si tratta di una decisione "politica che muta l'indirizzo giurisprudenziale, richiamato dalla Corte d'Assise di Milano, di un provvedimento a Sezioni Unite del 1989".

Irene Terrel, avvocata francese di Bergamin ha aggiunto: "Sono totalmente stupefatta. Non si può parlare di delinquenza abituale per dei fatti successi oltre 40 anni fa e non si può tornare su una prescrizione che era già acquisita. Non esiste la retroattività. Trovo questa decisione scandalosa. Ha prevalso la ragione di Stato che ha superato il principio di giustizia. È inaccettabile".