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di Simone Canettieri

 

Il Messaggero, 24 novembre 2019

 

Il vicepresidente del Csm: "La riforma del Consiglio ha un aspetto punitivo, ho diverse perplessità". "Il Csm aveva già dato un parere, e aveva detto che era un errore una norma che entra in vigore nel 2020 per fare la riforma del processo penale. Se poi quella riforma non si fa? Creerà problemi di tipo pratico e giuridico, l'Italia non se lo può permettere", afferma il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini, durante la Festa del Foglio a Firenze.

Che sull'ipotesi di riforma del Csm aggiunge: "Io qualche perplessità ce l'ho, anzi più di una. Riguardo al sorteggio, che secondo me svilirebbe completamente, anche rispetto all'assetto costituzionale, la funzione del Csm". La "sensazione" espressa da Ermini è che "la riforma del Csm abbia un aspetto punitivo e questa cosa non la gradisco. Non abbiamo ancora visto proposte ufficiali, solo delle veline che circolavano quando c'era il governo precedente Lega-Cinque Stelle e adesso con il governo Pd-M5s non abbiamo nemmeno quelle".

Tra i dubbi sollevati dal vicepresidente c'è la possibilità di non permettere ai parlamentari di candidarsi al Csm: "La Costituzione parla di incompatibilità, quindi un parlamentare si dimette quando va al Csm, ma non parla di incandidabilità. Se una norma ordinaria tocca una norma costituzionale, qualche dubbio di costituzionalità lo avrei".

Il vicepresidente, reduce da "un'estate a cinquanta gradi", è convinto che "non si debba svilire un organo di rilievo costituzionale che ha dimostrato, nonostante le difficoltà, di reggere in modo così perfetto. Non abbiamo perso un giorno, abbiamo lavorato con sei consiglieri in meno, compreso il procuratore generale che non c'era più. Abbiamo lavorato da matti. L'istituzione è stata salvaguardata e con essa l'intera magistratura".

Poi il tema delle correnti: "E importante e giusto che ci sia una discussione tra le correnti. Una volta però che un magistrato è eletto, il cordone ombelicale con la corrente deve essere reciso. Per cui quando io sento parlare di destra o si sinistra, non ci sto. I consiglieri lavorano bene se sono liberi e non hanno pressioni".

Luca Palamara ha detto che anche Ermini è arrivato alla vicepresidenza grazie a delle trattative: "Non rispondo, Palamara è un soggetto attualmente incolpato, dunque non posso parlarne. Dico solo che non è un mistero che quella del vicepresidente sia una nomina di natura politica. Ci sono accordi, si parla. Poi però tutto si fa in autonomia".