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di Giacomo Salvini


Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2021

 

Un mese fa, appena insediata in via Arenula, aveva sventato il blitz contro "la blocca-prescrizione" di Alfonso Bonafede. Ma stavolta, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, non è riuscita a fermare l'assalto dei "garantisti", ma solo a rinviarlo di una settimana.

Perché il nodo politico che ruota intorno al principio della presunzione di innocenza dentro la maggioranza resta. E la Guardasigilli se n'è resa conto ieri durante la riunione con i capigruppo in commissione Giustizia per provare a evitare il voto sugli emendamenti alla legge di Delegazione europea 2019-2020 presentati dal deputato di Azione, Enrico Costa, ma anche da Lega, Forza Italia e Italia Viva.

L'obiettivo del centrodestra più i renziani è quello di recepire la direttiva europea che impone all'Italia di adeguarsi sul principio della presunzione di innocenza aggiungendo a essa degli emendamenti in funzione anti-pm: limitazione delle dichiarazioni dei magistrati durante le inchieste, lo stop alla diffusione di intercettazioni, audio e video, ma anche il divieto di pubblicare "integralmente" le ordinanze di custodia cautelare.

Inoltre Costa ha presentato un emendamento secco per chiedere di recepire la direttiva del Parlamento Ue del 2016 "sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali". Ma su un tema così delicato la maggioranza si sarebbe spaccata in aula per la contrarietà del M5S.

Così ieri è intervenuta Cartabia convocando la riunione e chiedendo alla maggioranza di "esprimersi" e provando a mettere in campo la sua moral suasion per far ritirare gli emendamenti e inserire le modifiche nella riforma del processo penale di cui si sta occupando la task force di via Arenula.

Oltre alla pressione del ministro dei Rapporti col Parlamento, Federico D'Incà, per far ritirare gli emendamenti, anche il sottosegretario alle Politiche Ue del Pd Enzo Amendola ha chiesto che la legge di Delegazione sia approvata il prima possibile per evitare una procedura d'infrazione evitando un nuovo passaggio in Senato: cosa che avverrebbe nel caso in cui gli emendamenti di Costa & C. venissero approvati. Ma nessuno ha deciso di ritirare le proposte di modifica.

Lega e Fi hanno fatto sapere che avrebbero ritirato i propri emendamenti se lo avessero fatto tutti, ma il niet è arrivato da Costa e da Maria Elena Boschi di Iv. Quest'ultima ha detto che sulla presunzione di innocenza "non possono esserci ambiguità" legando il ritiro degli emendamenti a una legge con corsia preferenziale. Ma Costa va avanti: "Io non ritiro niente - spiega - se ci sono incertezze sulla presunzione di innocenza è un problema politico che va risolto". Così Cartabia ha detto: "Mettetevi d'accordo". Il voto di oggi è stato rinviato. Ma il nodo politico resta.