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di Liana Milella

 

La Repubblica, 18 giugno 2021

 

Arrivano al Senato 24 emendamenti della ministra della Giustizia. Riti semplificati, attenzione particolare alla famiglia e ai figli. Entro la fine di luglio Palazzo Madama approverà la riforma. La Rossomando garantisce l'impegno del Pd. Alla Camera slitta il processo penale. Costa protesta. Prossima l'audizione dell'ex presidente della Consulta Lattanzi.

Ventiquattro emendamenti firmati Marta Cartabia riscrivono il futuro del processo civile. Sono arrivati ieri al Senato. Rappresentano la prima scommessa della Guardasigilli rispetto alla promessa fatta all'Europa di tagliare la durata dei dibattimenti civili del 40% nei prossimi cinque anni. Il 9 maggio Repubblica aveva anticipato le linee principali della riforma che oggi vengono confermate dalle parole della stessa Cartabia: "L'obiettivo è rendere più immediata e sicura la risposta di giustizia nei tribunali e, aspetto tutt'altro che secondario, stimolare una cultura della ricomposizione consensuale dei conflitti, contrastando gli eccessi di litigiosità. Per questo si valorizzano con importanti incentivi fiscali gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie". E stiamo parlando della mediazione.

Già, la formula magica è proprio questa, evitare di arrivare in aula, di giungere al processo, rinviando le decisioni da un grado di giudizio all'altro, ma cercare di anticipare la risoluzione della controversia, qualunque essa sia, con strumenti di conciliazione. Via Arenula descrive così il mood della riforma: "Il suo spirito risiede nell'idea di un processo agile, all'insegna della collaborazione tra le parti, i difensori e il giudice". Con un duplice obiettivo, "tutelare i bisogni quotidiani dei cittadini oltre che quelli degli operatori economici" come dice Cartabia.

I 24 emendamenti giunti al Senato, e che integrano il disegno di legge dell'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, sono il frutto del gruppo di lavoro istituito da Cartabia. Al vertice Paolo Luiso, ordinario di diritto processuale civile all'università di Pisa, e Filippo Danovi, il vice capo dell'ufficio legislativo di via Arenula. Il 2 luglio arriveranno i sub emendamenti dei senatori. Partirà l'esame della commissione Giustizia. Per la fine del mese si andrà in aula per il primo e decisivo passaggio parlamentare. Dal Pd arriva il primo impegno politico. Lo dà Anna Rossomando, la responsabile Giustizia: "Siamo pronti a dare il nostro contribuito a una riforma fondamentale per cittadini e imprese. Obiettivi: efficienza e tempi celeri per dare certezze alla ripresa".

Contemporaneamente però alla Camera il processo penale rallenta e slitterà l'arrivo in aula previsto per il 28 giugno. Mentre in commissione Giustizia sarà ascoltato Giorgio Lattanzi, l'ex presidente della Consulta che ha presieduto il gruppo di lavoro sul penale, da cui Cartabia trarrà le proposte di modifica. Scrive Enrico Costa di Azione: "Il rinvio di un mese, se utile per meglio definire gli emendamenti del governo a un provvedimento così significativo non è un dramma. Lo sarebbe se l'inerzia fosse determinata dalla resistenza del M5S rispetto alla riforma della prescrizione". Vedremo che accadrà quando, anche in questo caso, le modifiche di Cartabia arriveranno ion commissione.

La magia della mediazione - Ma torniamo alla riforma del processo civile, nella quale c'è, innanzitutto, una parola chiave: "mediazione". È uno dei punti su cui la Guardasigilli Cartabia punta di più. Vuol dire favorire una "cultura della ricomposizione", nello spirito di non affollare i tribunali, ma risolvere le controversie in anticipo. Con l'inserimento questa volta, per rendere appetibile la soluzione, di un potente incentivo, la possibilità di scalare le spese dalle tasse. Si valorizzano, dunque, forme di giustizia alternativa, proprio come Cartabia vorrebbe fare anche nel penale. La mediazione dovrebbe essere volontaria, ma nella prima fase, per farne comprendere l'importanza strategica, verrà resa obbligatoria in modo da radicarla nelle abitudini di chi si rivolge alla giustizia civile. Per cinque anni ci sarà anche un monitoraggio.

Dal primo grado alla Cassazione - Ma ripercorriamo i passaggi chiave della riforma. Accanto alla mediazione saranno potenziati i ricorsi sia alla negoziazione assistita (con il gratuito patrocinio dello Stato), sia all'arbitrato. La prima verrà estesa anche alle controversie di lavoro e a quelle sull'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori del matrimonio. In questo modo sarà possibile per i coniugi pattuire l'assegno divorzile in unica soluzione, con la formula "una tantum".

Per i processi che comunque giungono in udienza parte una forte semplificazione, sin dal primo grado, dove i contendenti dovranno anticipare subito le richieste di prove in modo da consentire al giudice di andare a sua volta in decisione nel più breve tempo possibile. Ovviamente, dopo le esperienze fatte in tempi di Covid, l'uso delle udienze a trattazione scritta e da remoto saranno ampiamente utilizzate.

Tra le novità del processo di primo grado ci sarà anche l'ordinanza immediata di accoglimento o di rigetto. Mentre in appello, dove peseranno di più i filtri di ammissione, sarà più difficile sospendere l'efficacia della sentenza di primo grado. Verranno semplificati i riti in Cassazione, seguendo sempre il principio della necessaria chiarezza e sinteticità degli atti. Non ci sarà più la "sezione filtro", ma tutte le sezioni potranno esercitare a loro volta un filtro. Verranno ridotte le decisioni con pubblica udienza.

Ma soprattutto il giudice - e questa è un'importante novità - potrà chiedere il rinvio pregiudiziale in Cassazione, cioè potrà investire direttamente la Corte per ottenere una valutazione vincolante per questioni di diritto nuove e di particolare importanza, che presentino gravi difficoltà interpretative, e soprattutto abbiano un carattere seriale, cioè tali da ripresentarsi in numerose controversie. Per evitare un uso eccessivo di questo sistema sarà il primo presidente della Cassazione a dichiarare ammissibile la richiesta.

Il tribunale della famiglia - Ma la novità più importante riguarda la famiglia che vedrà decollare un rito unitario al posto dell'attuale frammentazione in tanti riti differenti. In via Arenula la definiscono "una grande innovazione", in cui il giudice potrà anche emanare provvedimenti diversi rispetto alle richieste delle parti per la tutela dei figli minori. Ci saranno maggiori tutele e garanzie nei casi di violenza familiare e domestica. Quanto ai divorzi sarà possibile presentare la domanda anche nel giudizio di separazione che sarà esaminata solo quando saranno decorsi i termini di legge e sarà passata in giudicato la sentenza parziale sulla separazione. In questo modo si andrà a una semplificazione rispetto ai doppioni di oggi. Avrà un ruolo importante la mediazione familiare, con la figura del curatore speciale a tutela del minore quando la sua figura dovesse essere a rischio. Gli emendamenti di Cartabia prevedono anche maggiori garanzie patrimoniali nella separazione e nel divorzio, soprattutto a tutela dei minori.

I processi di lavoro - Per chiudere le novità sul processo del lavoro. Sarà cancellato il doppio binario creato dalla legge Fornero, e ci sarà un unico procedimento per i licenziamenti, con la previsione di una corsia preferenziale per le richieste di reintegro nel posto del lavoro.