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di Dario Ferrara


Italia Oggi, 26 ottobre 2020

 

È l'effetto del protocollo d'intesa firmato al Ministero della giustizia. Prima fase a due binari. Sbarca anche in Cassazione il processo civile telematico. Nei giorni scorsi al ministero della Giustizia la firma del protocollo d'intesa ad hoc fra tutte i soggetti protagonisti, avvocati compresi.

Da lunedì 26 ottobre parte la sperimentazione ufficiale del deposito degli atti di parte per testare la funzionalità del sistema fino quando il Pct di legittimità non andrà a regime. La prima fase è a doppio binario, in formato cartaceo e telematico, in cui tuttavia solo il primo avrà valore legale; in un secondo momento si perverrà al deposito telematico facoltativo ma a valore legale per gli atti introduttivi. Si conta di arrivare al valore legale entro il 15 gennaio 2021.

Il deposito online degli atti introduttivi di parte diverrà obbligatorio il 17 aprile 2021 dopo l'agognato decreto ministeriale di Via Arenula previsto già dall'articolo 16 bis dal decreto sviluppo bis, che sarà pubblicato entro dicembre.

"Un passo importante nel percorso di modernizzazione della Giustizia", ha commentato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Alla ripresa della sperimentazione prima dell'estate la Cassazione e il sito Pst Giustizia hanno indicato come schemi da utilizzare quelli rilasciati in beta release il 3 aprile scorso, che poi hanno avuto un nuovo aggiornamento il 27 luglio.

All'inizio sarà un gruppo di cassazionisti-referenti a trasmettere ricorsi, controricorsi e atti successivi secondo le specifiche tecniche di Pst Giustizia fino a quando il decreto ministeriale renderà superfluo il deposito cartaceo ai fini dalla validità dell'atto: alla Suprema corte ci sarà uno sportello ad hoc per ricevere il formato analogico degli atti già inviati in modalità telematica. Gli avvocati-pionieri sono individuati dal Consiglio nazionale forense con l'aiuto della Fiif, la sua fondazione informatica.

Altrettanto fa l'Avvocatura dello Stato con un team che si occuperà di trasmettere gli atti di competenza. La road map prevede il deposito facoltativo degli atti introduttivi di parte fra il 16 gennaio e il 16 aprile 2021, che dal giorno successivo diverrà obbligatorio grazie alla modifica normativa. Per centrare l'obiettivo il patto fra Ministero, Cassazione e avvocati fissa un cronoprogramma a tappe forzate. Entro ottobre le cancellerie della Suprema corte devono avere l'applicativo per gestire i procedimenti telematici e gli atti depositati in digitale dagli avvocati.

E fin dall'inizio Via Arenula s'impegna a fornire il desk del consigliere per consentire ai componenti i collegi di consultare i fascicoli telematici. Alla sesta sezione civile, quella che filtra i ricorsi inammissibili, le novità arriveranno soltanto il 15 gennaio mentre sarà disponibile solo dal 31 maggio l'aggiornamento al desk del consigliere per gestire in via telematica il flusso di provvedimenti, davvero abnorme.

È insomma il 15 gennaio, infatti, il vero d-day tecnologico: dopo il dm previsto a dicembre entro quella data dovrà essere tutto pronto per gli utenti esterni e interni e quindi per il deposito via web e la pubblicazione automatizzata dei provvedimenti. E all'inizio di giugno la Procura generale di piazza Cavour dovrà coinvolta in pieno nel Pct. Al momento le cancellerie del Palazzaccio già inviano comunicazioni via posta elettronica certificata ma con il passaggio al digitale per gli atti degli avvocati e dei magistrati gli uffici potranno gestire tutto il fascicolo processuale in modalità telematica.

"La qualità e la durata dei processi di lavoro ne avranno un miglioramento, come già avvenuto in primo e secondo grado", assicurano da via Arenula. A sottoscrivere l'accordo con il guardasigilli Bonafede sono stati Pietro Curzio (primo presidente della Cassazione), Giovanni Salvi (procuratore generale della Cassazione), Gabriella Palmieri Sandulli (avvocato generale dello Stato), Maria Masi (presidente facente funzioni del Cnf) e Giovanni Malinconico (coordinatore dell'Organismo congressuale forense).

Non c'è dubbio che la pandemia Covid-19 abbia impresso un'accelerazione: "La tecnologia a supporto del processo telematico ha consentito nella fase più acuta dell'emergenza sanitaria di garantire lo svolgimento di un servizio essenziale come quello giudiziario", spiega il ministro. Il Pct in Cassazione migliorerà "la qualità del servizio giustizia e del lavoro di tutti", promette il presidente Curzio, mentre il procuratore Salvi si augura che "presto si possa avviare anche il processo penale telematico".