di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 20 giugno 2026
Dodicesima udienza, sentito il capitano di vascello D’Agostino: “L’evento è stato sempre e solo valutato come attività di law enforcement”. Arriva in aula il capitano di vascello Gianluca D’Agostino. E nel processo per il naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, costato la vita a 94 migranti e a un numero imprecisato di dispersi, si torna a parlare del “livello politico” delle responsabilità. Una sua mail inviata il 27 giugno 2022 a tutte le capitanerie locali era stata messa agli atti. Non era una comunicazione che potesse passare sotto silenzio anche per il ruolo che allora D’Agostino rivestiva: capo centro operativo nazionale della Guardia costiera. Una missiva in cui viene fatto esplicito riferimento al “livello politico” nella gestione degli eventi migratori.
In quel momento la ministra dell’Interno è Luciana Lamorgese, affiancata dal leghista Nicola Molteni come vice. Quella notte del 2023 l’intervento fu esclusivo della guardia di finanza, in cerca di “criminali” via mare, le navi inaffondabili della Guardia Costiera rimaste in porto. L’allora capo centro comunicava alle sedi periferiche delle capitanerie che “a seguito di tavoli tecnici interministeriali, sono state impartite dal livello politico alcune disposizioni tattiche per gli assetti della guardia di finanza che, di fatto, in parte impongono alcune riflessioni sul nostro modus operandi”. La vicenda fece balzare nuovamente alla ribalta le cosiddette “regole di ingaggio” a cui aveva fatto riferimento anche l’ex comandante della Capitaneria di Crotone, Vittorio Aloi. “O c’è la dichiarazione di Sar (cioè di pericolo imminente) o i mezzi della guardia costiera non devono uscire”.
Invece D’Agostino ha smentito quanto da lui stesso messo nero su bianco. Insomma, la colpa è dei soliti giornalisti che hanno equivocato e “interpretato male le sue parole”, ha detto. Il termine “livello politico” nella comunicazione rivolta ai colleghi era stato utilizzato, a suo dire, non nel senso di “indicazione tattica di modifica del modus operandi”. Ma di “policy dell’azione di polizia in mare scaturente da situazioni contingenti non dipendenti dalla Guardia costiera”. Le funzioni primarie della guardia costiera sono di soccorso. E per evitare “confusione operativa”, D’Agostino inviò la mail alle sale periferiche.
Nel caso di Cutro, è la tesi di D’Agostino, “l’evento è stato sempre e solo valutato come attività di law enforcement”. Anche perchè lo stesso ufficiale è arrivato persino a negare che quella notte il caicco fosse carico di migranti. “Secondo me non era una barca di migranti. Il dubbio non mi è sorto neanche. Anche oggi (ieri ndr) dopo aver rivisto il video ribadisco che quella era una barca di cui non si aveva contezza di cosa stesse facendo. Poteva portare droga o armi come era stato fatto in precedenti occasioni”. La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, sul tablet di D’Agostino è scorso lo streaming video di Frontex. Le immagini erano quelle catturate dal velivolo Eagle 1, riproposte in aula su richiesta del pm. Eppure, quella sequenza di fotogrammi, analizzata in tempo reale attraverso il software Pelagus, interfacciato con la sala operativa, non ha fatto scattare l’alert di ricerca e soccorso.
L’operatore di Frontex comunicò che si trattava di un’operazione di law enforcement, un’azione di polizia giudiziaria, non un evento Sar. “A quel punto il mio intervento era terminato e andai a dormire”. Il controesame di D’Agostino è slittato alla prossima udienza fissata per il 30 giugno. Anche ieri, alla dodicesima udienza, l’aula 1 delle Udienze penali del Tribunale di Crotone era piena di militanti. “Quel che si evince dal processo è che se il caso fosse stato rubricato come evento Sar e non di polizia questi poveri cristi si sarebbero salvati. Il nostro timore è che il continuo scaricabarile tra corpi dello Stato alla fine miri a deresponsabilizzare tutti e ad affossare ogni ricerca di verità” hanno dichiarato al manifesto gli attivisti Silvia Gagliano e Francesco Saccomanno. Lunedì entrambi saranno a Bruxelles insieme a una carovana antirazzista per portare il processo Cutro alla ribalta dell’Europarlamento, ospiti del deputato del gruppo The Left Mimmo Lucano.









