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 di Antonella Mascali

 

Il Fatto Quotidiano, 25 febbraio 2022

 

Presunzione d’innocenza - Targetti, procuratore capo di Milano: “Potere eccessivo per una democrazia”. La Fnsi scrive all’Ue: “Bavaglio”. Dal Palazzo di Giustizia di Milano arriva una stroncatura tonda tonda della legge sulla presunzione di innocenza, entrata in vigore in dicembre, firmata dalla ministra della Giustizia, Marta Cartabia. Si tratta del decreto legislativo che imbriglia i magistrati e imbavaglia i giornalisti.

È Riccardo Targetti, il procuratore facente funzioni, in attesa che arrivi il successore di Francesco Greco, ad aprile, a parlare: “Come magistrato la giudico una legge piuttosto difficile da applicare. Come cittadino la giudico male. Mi sembra che questa legge introduca il concetto della velina di regime”. L’occasione è un dibattito organizzato dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai su questa legge che prevede possano essere solo i procuratori a interagire coni cronisti “con comunicati ufficiali” e solo quando “la diffusione di informazioni sui procedimenti penali è strettamente necessaria per la prosecuzione delle indagini o ricorrono altre rilevanti ragioni di interesse pubblico”.

Inoltre, le conferenze stampa sono limitate a “casi di particolare rilevanza pubblica”. Ed è sulla pretesa che siano i procuratori a stabilire quando c’è un interesse pubblico che Targetti dissente ancora: “Non penso debbano essere i magistrati a dover valutare, quello è un compito dei giornalisti”. Il procuratore reggente evidenzia pure l’aumentato potere dei suoi omologhi: “Mi sono chiesto, nel momento in cui ho redatto la circolare applicativa, se non stavo addossando al procuratore, in questo caso a me stesso e a chi mi succederà, un grande potere, molto maggiore di prima e se questo potere non è concentrato in maniera eccessiva per uno Stato democratico”. Il riferimento è anche a una novità assoluta: “Il potere di vaglio del procuratore anche per le notizie delle forze di polizia”. Infine, riconosce la difficoltà “della verifica della notizia, fondamentale, da parte dei giornalisti” tanto che pensa di creare un ufficio stampa in Procura.

Critico anche il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Vinicio Nardo: “Siamo per primi noi avvocati a contrastare quella cattivissima tendenza che a volte la giustizia e il giornalismo hanno condiviso, i ‘processi mediatici’, tuttavia sull’altare della sacrosanta tutela della presunzione di innocenza non può finire una apparente forma di censura che passa sottilmente dalle nuove regole del gioco”.

Al dibattito è intervenuto anche Beppe Giulietti, presidente della Fnsi. Ha annunciato che il sindacato dei giornalisti ha presentato un esposto a Bruxelles dove si chiede al Commissario europeo della Giustizia di valutare “o una procedura di infrazione o una difformità” della norma rispetto al recepimento da parte dell’Italia della direttiva europea sulla presunzione di innocenza.

Giulietti denuncia anche che il diritto di cronaca è minacciato quotidianamente dallo stallo della “legge sulle querele bavaglio” presentate contro i giornalisti a scopo intimidatorio. Poi, la richiesta della Fnsi alla ministra Cartabia: aprire “un tavolo congiunto coinvolgendo tutti i soggetti che crede, per arrivare all’approvazione delle norme necessarie”, altrimenti “siamo pronti a una manifestazione sotto al Senato dove saranno schierati i 27 cronisti sotto scorta, insieme ai colleghi minacciati dalle querele bavaglio”.