di Matteo Castagnoli
Corriere della Sera, 23 maggio 2025
Un senza fissa dimora svizzero di 24 anni ha subito un pestaggio dopo essere stato scambiato per un “rapinatore incappucciato” che da giorni seminerebbe il terrore aggredendo donne e bambini. Ma non c’entra nulla con la vicenda. Dalle voci dei social all’aggressione in strada. Che prende forma alle 18.30 di mercoledì 21 maggio, in via Tina di Lorenzo, periferia Nord di Milano. Siamo a Quarto Oggiaro. Da giorni tra alcuni utenti iscritti a gruppi di quartiere si rincorre la voce che un “uomo con il volto coperto gira per le strade e aggredisce donne e bambini”. È nel tardo pomeriggio che il presunto incappucciato viene individuato. Nella via si riversano decine e decine di persone. Lo colpiscono.
Indossa un jeans e una giacca con alcune fantasie. La faccia e le mani sono imbrattate di sangue. Viene preso dalla polizia e portato in codice giallo all’ospedale Niguarda. In realtà, però, il ferito non c’entra nulla con il “terrore di Quarto” segnalato, avvistato e descritto sui social. Quel ragazzo è un senza fissa dimora di 24 anni nato in Svizzera. È stato dimesso.
La vittima dell’aggressione si sarebbe così trovata al momento sbagliato nel posto sbagliato. Nulla ha a che fare con il responsabile di quelle rapine che hanno scatenato una psicosi collettiva nel quartiere. In un video registrato da alcuni testimoni, mentre la polizia carica il 24enne sulla volante, si vede un uomo avvicinarsi di corsa e provare a colpirlo ancora alla testa. La scena continua anche in via Satta, davanti al commissariato, dove un 31enne di origini albanesi vedendo di nuovo il ragazzo urla “aggressore di donne”, prima di essere bloccato dagli agenti. Lui prova a liberarsi e scappare. È stato denunciato per resistenza.
La storia del rapinatore incappucciato sarebbe partita da un video pubblicato sui social da una donna che avrebbe raccontato di quest’uomo che tra le strade di Quarto Oggiaro aggredisce soprattutto donne e bambini. La voce si diffonde rapidamente. Ci sono due denunce, una dell’8 maggio alla stazione Musocco dei carabinieri e l’altra del 14 maggio alla polizia, che gli investigatori del commissariato, guidati da Luca Vincenzoni, stanno verificando. Nella seconda, si parla di una rapina a un minorenne in via Renato Simoni, sempre a Quarto Oggiaro. Ma dai primi accertamenti non emergerebbe un “uomo incappucciato”, la cui esistenza è quindi ora in discussione.
Inoltre, non è nemmeno chiaro se i due fatti siano collegati. Potrebbero anche essere episodi sconnessi. Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere per ricostruire con esattezza una vicenda in cui, al momento, l’unico punto fermo sembra essere che il 24enne aggredito mercoledì pomeriggio fosse innocente.











