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Gazzetta del Mezzogiorno, 24 novembre 2022

Dopo i cinque suicidi nelle carceri pugliesi nel 2022, è tornato a riunirsi ieri sera il tavolo tecnico sul tema della salute all’interno delle strutture detentive pugliesi, insediato per la prima volta nel febbraio scorso, voluto dalla presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, d’intesa con l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, e il garante regionale dei diritti delle persone private della libertà, Piero Rossi. Sono intervenuti il Provveditore regionale della Puglia e della Basilicata, i direttori generali delle Asl e degli istituti penitenziari, i presidenti dei Tribunali di Sorveglianza pugliesi, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale “Antigone”.

Nel corso dell’incontro, durato oltre quattro ore, sono state affrontati alcuni problemi: dalla carenza di personale medico e infermieristico, a partire da quello psichiatrico, alla mancanza di reparti protetti all’interno degli ospedali; alla condizione infrastrutturale generale degli Istituti penitenziari che deve fare i conti con un numero di detenuti sempre superiore alla capacità di accoglienza; alla necessità di intervenire sulla diagnostica a distanza. L’assessore Palese ha annunciato alcuni provvedimenti, come la recente delibera dell’Asl Bari riguardante i lavori di ristrutturazione del reparto di medicina protetta all’interno dell’ospedale San Paolo; un progetto di fattibilità in corso per infrastrutturare gli istituti penitenziari in modo da consentire prestazioni a distanza: dall’elettrocardiogramma alle analisi, alle ecografie, alle radiografie; la realizzazione una nuova Rems.

“Quando bisogna risolvere i problemi è indispensabile ragionarne tutti insieme e insieme trovare le possibili soluzioni. L’assistenza sanitaria nelle carceri è una grave emergenza. Tanti i suicidi, molti dei quali a Foggia”: lo ha dichiarato la presidente del Consiglio regionale pugliese al termine della riunione sullo stato di emergenza degli istituti penitenziari pugliese.

“È davvero grande - ha aggiunto - la difficoltà a reperire psichiatri e personale sanitario che possa prendersi cura dei detenuti. Insieme all’assessore Palese abbiamo riflettuto a lungo sulle possibili soluzioni. L’assessore ha assunto degli impegni precisi e io gli sono grata, perché non possiamo assistere inermi di fronte alle necessità.

C’è un tema sanitario che riguarda tutta la Puglia rispetto alla carenza di medici, psichiatri, operatori sanitari, e questo negli istituti penitenziari è ancora più rilevante. Occorre intervenire subito e d’altra parte la politica a questo serve: a trovare soluzioni”. Capone si è impegnata a farsi promotrice, presso il ministero della Giustizia, delle “iniziative necessarie a sollecitare risorse finanziarie per l’edilizia giudiziaria e penitenziaria pugliese”.

Nel Piano nazionale per la Ripresa e la Resilienza, infatti, 58 sono gli interventi previsti per un totale di 540 milioni di euro ma la Puglia non c’è. “Ormai siamo a un punto di non ritorno - ha aggiunto il garante regionale Piero Rossi - e lo ‘scatto d’orgoglio’ delle Istituzioni regionali, oggi rappresentate dall’assessore Palese e dalla presidente Capone, va nella direzione giusta. Rappresentiamo tutti uno Stato che si rende consapevole di prendersi cura di persone che gli vengono consegnate al fine di espiare una pena”.