telebari.it, 26 ottobre 2025
Un boom di richieste di colloqui intimi con compagne e mogli da parte di detenuti pugliesi, come prevede la legge, sta finendo sui tavoli dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Bari deputati ad autorizzarli nei casi in cui non spetti ai direttori delle case circondariali. Il trend in aumento si è verificato soprattutto nell’ultimo mese, con risposte a macchie di leopardo. I colloqui intimi si basano sul diritto costituzionale all’affettività, anche se l’attuazione completa è ancora in corso e le variabili da considerare sono diverse.
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha introdotto linee guida per consentirli, prevedendo una frequenza pari a quella dei colloqui visivi. E una durata massima di due ore, da svolgersi in spazi adeguati come le stanze dell’affettività. La questione, però, resta dibattuta. Mentre i direttori delle strutture pugliesi si stanno organizzando, come racconta il Garante regionale pugliese per i diritti dei detenuti, Piero Rossi.
“Ci sono direttori che stanno facendo anche di più - spiega Rossi -. Stanno provando a costruire spazi che siano d’uso ‘promiscuo’: non solo per la consumazione dell’atto sessuale, ma per dare la possibilità ai detenuti di vivere un momento familiare. Anche perché, purtroppo, molti di loro scontano pure un po’ la difficoltà, l’imbarazzo e il pregiudizio di chi vede nel colloquio intimo solo il motivo sessuale”.











